Attendendo Gesù in Bolivia

 

L’ Avvento sulle Ande coincide con un’attesa intensa delle piogge: la stagione delle precipitazioni dovrebbe iniziare in novembre, ma il cambio climatico e la conseguente desertificazione della regione fanno tardare l’arrivo della vita che scende dal cielo. Tutto è brullo, anche gli alberi spinosi che hanno messo le nuove foglie hanno perso il verde primaverile e tutto sembra gridare: “Pioggia!”.

E’ molto profondo vivere contemporaneamente le due attese: la venuta della pioggia, che è vita per i campi, i greggi e le persone, e la venuta di Gesù, che è vita piena e abbondante. Qui non solo capiamo, ma anche viviamo le parole del Salmo: “La mia anima ha sete di te come terra deserta, arida, sen’acqua” (Salmo 62).

Per di più, quest’anno si aggiunge un’altra attesa, como quella di Maria: la nostra Severina, una ragazza di 16 anni, darà alla luce una bimba in questo tempo. Severina non ha la mamma, è la figlia maggiore di altri due (una sorella e un fratello) ed è aiutata nello studio e crescita da un Centro di accoglienza per minori. “Cosa sarà di Severina? E della bambina che nascerà?”. E’ ciò che risuona nei nostri cuori, mi immagino che gli stessi pensieri echeggiavano in Maria, nei tempi dell’attesa.

L’ Avvento è attesa, e ci sono attese che colmano la nostra vita. Guardare il cielo terso, azzurro intenso, e attendere desiderosi una nuvola benedetta, tendere l’orecchio per intercettare il rumore di tuoni che promettono un temporale… La gente di Vilacaya sa leggere i segni della natura e prevedere se il raccolto sarà buono o no. Ma ultimamente quasi non si raccoglie il frutto del lavoro del campo.

Ecco, vorrei che Gesù Bambino venisse nella loro vita con un sorriso puro e una manina tesa, per dire loro: “Non avere paura, io sono con te, io sono il Dio-con-noi”. E lo desidero anche per tutte le persone del mondo che vivranno un Natale più povero, perché manca qualcuno, perché non si trova lavoro…

Vieni, Gesù. Vieni. E portaci anche un po’ di pioggia…

Sr Stefania, mc

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