Perché abbiano più vita!

Suor Aurora, missionaria della Consolata nella riserva indigena di Dourados (Brasile) ci racconta la missione della sua comunità e del generoso servizio di giovani universitari

Quando i discepoli chiesero a Gesù di spiegare loro che cosa fosse il Regno dei Cieli, Egli rispose loro con delle parabole. Sono certa che anche oggi Egli risponderebbe all’incirca così. Il Regno dei cieli somiglia ad un gruppo di giovani, meno giovani, studenti universitari e professori di differenti religioni e culture, con una preparazione sufficiente soprattutto nel campo della medicina, che un giorno lasciarono tutto: vacanze, riposo, divertimenti, genitori e amici e andarono nelle periferie esistenziali di Dourados, nelle riserve indigene di Jaguapiru e Bororo, per mettersi al servizio dei più poveri ed emarginati della società. Essi abbracciarono con emozione molta gente, piccoli e grandi; alcuni di loro, essendo dentisti, curarono molte persone che avevano mal di denti; altri controllarono la pressione arteriosa della gente e offrirono loro molti altri servizi. A tutti i bambini che soffrivano a causa della fame e del freddo, essi vennero incontro, prendendosi a cuore i loro bisogni e soprattutto li circondarono di tanti gesti di tenerezza. Tutti gli assistiti si sentirono trattati con amore e dignità. Sì, il Regno di Dio era tra di noi, perché l’amore di Dio si era reso visibile e concreto nella bellezza del servizio, della fraternità, di una carità donata senza timore, preconcetti o costrizioni, senza aspettarsi niente in cambio.

Voglio dare testimonianza, come missionaria della Consolata, di quest’opera di volontariato svolta da 270 studenti universitari provenienti da varie Facoltà dello Stato di S. Paolo che aderirono al progetto “UNIVIDA” e che, accompagnati dai loro professori, vennero nella nostra missione di Dourados, che si trova nello Stato del Mato Grosso del Sud, fermandosi con noi per tutto il mese di luglio 2018. In seguito, al termine di questo mese, abbiamo accolto un gruppo di Giovani Missionari della Consolata provenienti anch’essi da San Paolo, accompagnati da suor Melania Lessa e da una Laica Missionaria della Consolata. Erano un gruppo di sei giovani, che dimostrarono una disponibilità e una capacità di adattamento incredibili. Si fermarono con noi una settimana, lavorando tutto il giorno con i bambini e gli adolescenti. Il tema trattato riguardava la Non Violenza e come essere persone di pace. Questi giovani sono stati davvero meravigliosi e il risultato raggiunto fu oltremodo positivo.

Noi Missionarie della Consolata ci siamo proposte come obiettivo di vivere con gioia la nostra consacrazione religiosa missionaria, promuovendo una cultura di pace e di non-violenza, e di radicare la nostra vita di comunione fraterna nell’unico amore, quello di Cristo.

Per concretizzare questo obiettivo uniamo le nostre forze a quelle di molti gruppi di laici e volontari per portare avanti una lunga serie di iniziative e di progetti nella parrocchia di Dourados, nella riserva indigena e nelle commissioni diocesane. Eccone alcune: nei pomeriggi lezioni di recupero scolastico, di alfabetizzazione, di informatica, lezioni di danza, gioco al pallone, ecc.

Alcuni mesi fa abbiamo iniziato una scuola di “Economia Domestica” per ragazze, dove esse imparano tutto ciò che occorre sapere per la cura della casa: dal cucinare al cucire, dal lavare le pentole al tenere puliti e ordinati gli ambienti di lavoro. La risposta a quest’iniziativa è stata molto buona tanto che siamo state costrette a rifiutare molte richieste.

Con le donne indigene abbiamo realizzato con molto successo un corso di trasformazione casalinga della mandioca, della soia e un corso di taglio e cucito. Abbiamo inoltre insegnato loro a preparare delle medicine alternative usando le erbe medicinali del posto. La partecipazione è stata davvero ottima e tutte le donne indigene sono apparse molto motivate. Otto di loro, con l’aiuto dei nostri benefattori, hanno ricevuto una macchina per cucire e già lavorano in casa propria contribuendo così all’economia della famiglia.

La nostra attività di formazione e promozione umana non è disgiunta dalla pastorale di evangelizzazione. Al sabato e alla domenica ci rechiamo di mattina in una riserva indigena distante circa 15 km dalla nostra casa per portare alla gente la Parola di Dio. Incontriamo sempre molti bambini che ascoltano con gioia e interesse il nostro messaggio e alla fine concludiamo con una merenda o colazione preparate dalla famiglia che ci ospita. Alcuni mesi fa noi missionarie dovemmo separarci, perché un gruppo di donne che ci vedevano passare presso le loro case ci chiese di condividere anche con loro la Parola di Dio. Sono questi piccoli segni che ci fanno capire che vale la pena di continuare a testimoniare quel Gesù che sta in mezzo a noi quando ci amiamo, ci accogliamo a vicenda e diventiamo così strumenti e braccio esteso di Dio che è Padre e vuole abbracciare tutti con il suo amore infinito.

Sì, il Regno di Dio è presente in mezzo a noi perché l’amore di Dio si rende visibile e concreto nella bellezza del servizio, della fraternità, della carità e, soprattutto, il Regno di Dio è uno spazio nel quale tutti uniti ci impegniamo nella costruzione di un mondo dove tutti possano avere più “vita e vita in abbondanza”.

Suor Aurora Cossu, mc

questo articolo è stato pubblicato su Andare alle Genti

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