Quattro chiacchiere con… suor Renata

Oggi celebriamo la festa liturgica della Beata Leonella Sgorbati. Chiediamo a suor Renata, la postulatrice della causa di beatificazione, si raccontarci la sua esperienza con suor Leonella e il messaggio che oggi lascia a noi. 

 

Suor Renata, oggi celebriamo la seconda memoria liturgica della Beata Leonella, martire: qual è il messaggio più importante ed attuale che oggi ci dona suor Leonella?

Suor Leonella è stata una donna positiva, era una persona che vedeva bello in ogni cosa che lei faceva e che facevano gli altri.

Non poteva credere che gli altri facessero il male per questo la dimensione del perdono era quasi innata in lei. Il suo sorriso, così naturale in lei, ti dice le sue disposizioni.

 

Hai conosciuto suor Leonella in vita, e l’hai conosciuta nello studio e ricerca della postulazione: qual è la differenza? Pensi di aver scoperto una persona diversa?

Ho scoperto una persona in continua tensione verso Dio. Quando si parlava con lei la sentivi una persona normalissima ma i suoi diari ci hanno fatto scoprire la vera Leonella, una persona con una forte intimità con il Signore. In ricerca costante della volontà di Dio. Per questo la Direzione Generale ha voluto che pubblicassi i Diari e Gli scritti della Beata Leonella. Certamente questo libro farà del bene a noi missionarie della Consolata, prima di tutto ma anche a coloro che sono in ricerca di Dio.

La gente è attratta dalla figura di suor Leonella. Perché? Quali sono gli aspetti della sua vita che più interessano la gente?

Prima di tutto perché suor Leonella è una “santa” dei nostri giorni, vicino a noi, che tanta gente l’ha conosciuta. Poi Leonella ci dice che la santità è possibile perché è un cammino concreto, fatto di tanti gesti normali ma ricolmi di amore. Dice ancora che non è lo straordinario che rende santi ma la normalità della vita vissuta in pienezza.

Ci dice che oggi dobbiamo cercare di mettere un poco di positività in quello che diciamo e facciamo per risollevare e dare speranza alla gente.

 

E a noi Missionarie della Consolata, cosa vuol dirci oggi la Beata Leonella?

A Noi missionarie dice che il cammino della consegna indicato dal capitolo è una proposta carismatica che dobbiamo assumere con impegno perché è solamente nell’unione a Cristo nel suo mistero pasquale che la missione trova la sua pienezza e il suo compimento.

a cura di suor Stefania Raspo, mc

Visita il sito ufficiale della Beata Leonella: clicca qui

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One Comment

  1. Cerchiamo dei contatti con Suor Renata che era in Sao Paulo nel 1997 nel centro missionarie della Consolata o anche Suor Anna Paola che era nel centro Casa Madre in Sao Paulo nel 1981
    Noi siamo una coppia di Cividate al piano, Parenti di Suor Daniela Ferrari, che ha adottato nel anno 1981 una bambina

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