Un fulmine a ciel sereno

Domenico Liuzzi, fondatore dell’Associazione di microcredito “Kulima”, ci racconta brevemente come nacque il progetto di microcredito per le donne

Sono ormai 35 anni che mi trovo in Mozambico lavorando per la promozione della donna. Anni fa, stando in Manica, in un villaggio sperduto, ma con tanta gente riunita, ebbi come una ‘illuminazione’ a questo riguardo. Alcune donne si alzarono in piedi e una a nome di tutte mi chiese:

‘Lei, signor Domenico, ha sempre soldi in tasca. Ci spieghi qual è il segreto! Voi venite qui a spiegarci il problema della nutrizione, dell’igiene e tante altre cose legate alla sanità. Le abbiamo sentite mille volte e tante ONG vengono qui a spiegare l’educazione sanitaria… ma mai nessuno ci ha spiegato come fare soldi, e poter essere autonome. Prima dobbiamo risolvere il problema dei soldi, il resto verrà di conseguenza’. Fu un fulmine a ciel sereno! Ciò fece cambiare completamente i nostri atteggiamenti a proposito dei progetti! Da quel giorno iniziai piuttosto a spiegare i segreti del prestito, del microcredito, del risparmio, dell’essere donne specializzate nel ‘fare soldi’!”.

Le donne del Distretto di KaTembe sono da ritenersi esemplari nel loro coinvolgimento nei progetti di promozione umana, perché hanno garantito la stabilità della loro famiglia, assumendosi la responsabilità dell’educazione dei figli e del sostegno familiare.

Nell’ambito del progetto denominato “Promozione integrale della donna” nel Distretto di KaTembe, la Kulima, organismo per lo sviluppo rurale del Mozambico, in collaborazione con la “Fondazione Rita Levi-Montalcini” Onlus, ha preparato un programma destinato a sostenere le donne con l’intento di aumentare il loro reddito familiare.

Questo programma è stato realizzato nel periodo febbraio 2015 – novembre 2017, in cinque zone del Distretto di KaTembe: Chali, Guachene, Incassane, Inguide e Chamissava.

I due mesi seguenti furono dedicati al reclutamento e addestramento di cinque educatori sociali e allo stabilire il progetto nelle località scelte, attraverso la selezione di un gruppo di duecento donne beneficiarie, coinvolgendo anche i leader del posto.

Gli educatori sociali sono elementi chiave nella comunità; per questo furono preparati in modo tale da poter raggiungere gli scopi del progetto. Questo poté contare sulla collaborazione di tutti: l’Amministrazione locale, il Comitato Direttivo della Donna e l’Azione Sociale a livello di distretto. L’obiettivo era quello di istruire gli educatori sociali in materie legate alla gestione di piccole imprese, alla prevenzione dell’HIV/Aids e all’educazione civica con l’intento che essi potessero trasmettere queste nozioni alle donne beneficiarie del progetto. Così un gruppo di duecento donne fu istruito sulla gestione di piccole imprese attraverso concetti base di micro-credito, metodi di risparmio, tassi di interesse, vari tipi di credito individuale e collettivo. Nello stesso tempo ebbero luogo campagne di coscientizzazione sulla prevenzione dell’HIV/Aids attraverso conferenze che furono tenute alle donne beneficiarie del progetto, con la partecipazione delle loro famiglie.

Attraverso la concessione di crediti per micro progetti di diverso tipo, furono affidati alle donne dei prestiti del valore di 5000 meticais (equivalenti a circa 100 euro) con una tassa di rimborso del 3% da pagarsi entro tre o cinque mesi. A mano a mano che veniva rimborsato questo denaro esso veniva concesso ad un altro gruppo di donne.

Come risultato di questa iniziativa si ebbe un notevole miglioramento della situazione socio-economica delle donne coinvolte nel progetto. Per questo le famiglie beneficiarie e la comunità in generale sono orgogliose dei risultati che questo progetto ha conseguito nel promuovere la dignità della donna e nello sviluppo economico e sociale del Distretto di KaTembe.

Esempi di successo

 Ecco di seguito le testimonianza di due di loro, Alice e Nortencia rispettivamente:

“Abito nel rione Chali, Distretto di KaTembe; sono madre di due figli e capofamiglia. Vendo alcuni generi alimentari e da questo dipende il sostentamento della mia famiglia e il poter provvedere all’educazione dei miei figli. Avevo sempre sognato di ampliare il mio piccolo commercio e di avere un banco coperto per proteggere i miei prodotti, ma non avevo mai avuto il denaro sufficiente per poterlo fare. Tutti sappiamo che chiedere un prestito alle banche è molto difficile a causa dell’alto tasso di interesse che esse richiedono, per questo ho sempre rinunciato al mio sogno.

Un giorno, mentre stavo acquistando i soliti prodotti per poi rivenderli al mercato, incontrai un gruppo di attivisti che stavano parlando del micro-credito e che davano altre informazioni circa l’HIV/Aids. Mi avvicinai al gruppetto e, quando questi finirono di parlare, mi accorsi che quella era proprio l’opportunità che stavo aspettando da tempo per migliorare la mia vita e la mia piccola impresa.

Sono stata ben istruita su come gestire il mio piccolo commercio e calcolarne i vantaggi e, in seguito, sono stata scelta come beneficiaria del micro-credito. Ricevetti così 5000 meticais, li feci fruttare per il mio piccolo commercio, seguendo tutte le istruzioni ricevute dai tecnici di Kulima e tutto andò molto bene. Adesso sto mettendo da parte qualche piccolo risparmio con il quale spero di poter migliorare la mia casa e costruire una copertura per il mio banco di commercio”.

“Risiedo nel rione di Incassane, Distretto di KaTembe; sono vedova e madre di cinque figli. Ho sempre apprezzato la bellezza in sé, per questo ho aperto un salone di estetica nel mio rione. Quando il capo del mio quartiere mi disse che avrei potuto far parte di un gruppo di donne che avrebbero ricevuto una somma di denaro da impiegare nella loro piccola impresa, non ho esitato a iscrivermi. Dopo aver ricevuto la suddetta somma, ci fu richiesto di presentare il nostro progetto. Desideravo molto aumentare i prodotti che usavo nel mio salone di bellezza e così aderii al micro-credito, ricevendo la somma di 5000 meticais.

In questo momento il mio salone va avanti bene, ho molte clienti e, nello stesso tempo, riesco a sostentare la mia famiglia, senza molti problemi.

Il mio salone è molto conosciuto, soprattutto ora che viene da me molta gente dalla città di Catembe, grazie anche al ponte costruito di recente.

La mia autostima è aumentata e sono ben considerata anche all’interno della mia comunità”.

José Carlos Sueia

Questo articolo è stato pubblicato su Andare alle Genti

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