Quattro chiacchiere con… suor Lucia

Questo ottobre missionario è impreziosito da una stupenda notizia: L’APERTURA DI UNA NOSTRA PRESENZA IN KIRGHIZISTAN! 

Con il cuore colmo di gioia, abbiamo chiesto a suor Lucia, consigliera generale, con una lunga e significativa esperienza in Asia (Mongolia) di raccontarci un po’ su questo paese poco conosciuto che ha potuto visitare recentemente insieme a suor Cecilia, e le prospettive di missione consolatina in Kirghizistan.

Perché Kirghizistan?

Già nel Capitolo del 2011 si era pensato di dirigerci verso l’Asia, proprio perché, come dice la Redemptoris Missio, “l’Asia è il futuro della missione”. E anche come dicono le nostre Costituzioni: “Noi siamo per i non cristiani”. Inoltre, questa presenza sarebbe per un appoggio alle altre che già abbiamo in Asia. Ecco perché abbiamo deciso per il Kirghizistan, dopo una ricerca in alcuni paesi dell’Asia per pensare una nostra presenza. Nell’ultimo Capitolo del 2017 le visite in Thailandia, Kazakistan e Kirghizistan, sono state presentate a tutta l’Assemblea Capitolare.

Il Capitolo, nel discernimento, ha chiesto di riflettere su due nuove aperture in Kirghizistan e in Kazakistan, e in questi due paesi abbiamo fatto una seconda visita, infine, pochi mesi fa è stata decisa l’apertura di due nuove presenze in questi due paesi.

Il Kirghizistan è non solo un paese di prima evangelizzazione, ma di pre evangelizzazione, e noi avendo questo bellissimo carisma verso i non cristiani, è proprio il nostro posto. Quindi, in dialogo con la piccola presenza di Chiesa, è stato deciso di aprire in Kirghizistan.

 

Come ti è sembrata la Chiesa in Kirghizistan?

E’ una piccolissima presenza: circa 500 cattolici in tutto il paese. Piccola, ma viva, con una grande fede: la gente cattolica ha una fede molto profonda e molto vera. I Gesuiti presenti in Kirghizistan sono molto vicini alla gente, accompagnano questa piccola comunità, e sono attenti ai loro bisogni.

Ho trovato in loro un’accoglienza e un’apertura meravigliosa, ed una grande passione per Dio e per la gente: fanno molti kilometri per celebrare l’Eucaristia a tre/quattro cattolici che si radunano: è molto, molto bello e ha molto da insegnare a noi.

Come sogni la nostra presenza lì?

Ecco come sogno la nostra presenza in Kirghizistan: una presenza vicina alla gente, che si dona pienamente. Una casa molto aperta, accogliente verso tutti, così come vive la Chiesa lì. Che con la vita e non tanto a parole si possa dire come è bello credere a questo Dio che ama ogni persona.

Sogno una presenza piccola, semplice, non vistosa, ma una presenza viva, generosa, non con grandi strutture, non con mille attività, però significativa per questo popolo.

Perché l’Istituto si sta aprendo all’Asia?

Perché noi siamo per i non cristiani, e l’Asia è il futuro della missione: ha una minima percentuale di cristiani, e noi viviamo e siamo per i non cristiani. Ci stiamo dirigendo con tutto il cuore verso l’Asia e penso che questa apertura porterà molta vita alla nostra famiglia religiosa.

 

 

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