AMORE E DOLORE

 “…Speriamo che qualcuna subirà un giorno il martirio…

Nella cappelletta che si farà nell’altra casa c’è un gran vuoto,

lì starebbe proprio bene una martire…

Ma per arrivare a quel punto lì, bisogna meritarcelo”.

(G. Allamano, Conferenze alle Suore, 20 ottobre 1918)

Suor Leonella nasce il 9 dicembre 1940 a Rezzanello di Gazzola (PC, Italia). Il 20 maggio 1963 entra nell’Istituto delle Suore Missionarie della Consolata. Il 21 novembre 1963 inizia il Noviziato, tempo che l’aiuta a formarsi una tempra consistente e fedele, tutta protesa a Dio e alla Missione ad gentes. Il 22 novembre 1965 emette la prima Professione religiosa. Dopo gli studi infermieristici viene destinata in Kenya e lì, il 19 novembre 1970, emette la Professione perpetua. Condensa in una frase il suo sì irrevocabile: “Vorrei poter dire: ‘Signore, con cuore semplice e gioioso ho dato tutto’. Io spero che un giorno il Signore, nella sua bontà, mi aiuterà a dargli tutto… o… se lo prenderà…!”. Nel 1993 suor Leonella viene eletta Superiora Regionale in Kenya. Alle sorelle scrive: “Consolare significa accogliere che il Figlio sia libero in ciascuna di noi, in me, di perdonare a chi mi reca offesa, libero di farmi percorrere l’itinerario che il Padre ha fatto fare a Lui… libero di amare attraverso di me con l’Amore più grande, l’Amore che va fino alla fine…”.

Il SOS Kinderdorf International, ente che opera a favore di bambini in difficoltà, richiede al nostro Istituto una sorella per dare inizio a una scuola per infermieri in Somalia. Suor Leonella si rende disponibile e arriva in quella terra ormai stremata da dieci anni di guerra e fondamentalismo. In quell’ambiente la missione esige di essere vissuta nel silenzio e nel servizio. Gesù Eucarestia è l’unica forza e il solo sostegno. Le missionarie sanno di essere a rischio ma ognuna di loro, pur consapevole del pericolo, in fedeltà alla missione, decide di rimanere. Domenica 17 settembre 2006, al termine delle lezioni, suor Leonella si avvia verso casa. Dopo pochi passi, si ode uno sparo: uno, due, sette proiettili raggiungono la Sorella che si accascia. Suor Leonella, raccolta da terra, è portata all’interno dell’ospedale e stesa su un lettuccio, serena ma esangue, i polmoni crivellati dai colpi d’arma da fuoco. Riesce però ancora a sussurrare le ultime parole che, come quelle di Gesù, sigillano la sua vita: “Perdono, perdono, perdono”.

È una storia di amore e di dolore, quella di Leonella. E quella di chiunque ama dell’Amore del Cristo. Amore e dolore si intrecciano in un composto vitale inestricabile. Amore e dolore diventano la vita di chi, appassionatamente amata, appassionatamente ama. Il sangue è l’elemento che più di ogni altro ci richiama e ci rappresenta questo connubio inscindibile. Versare il sangue è segno di lacerazione, di dolore, di morte, e nel contempo è segno del dare la vita, del donare vita, dello spargere vita, di fecondità vitale. Il corpo spezzato, il sangue versato di una martire o comunque di una persona che ha dato la vita e ha dato vita, di una persona vitalmente feconda in Dio, sono segni tangibili e efficaci di un rapporto particolarissimo tra la creatura e il suo Creatore. Un rapporto che li lega in modo profondissimo, fino farli uno, uno nell’anima e nel cuore, ma anche uno nel sangue e nella carne. Il Dio grande, immenso, creatore, onnipotente, datore di vita, il Dio che è la Vita, ama sprofondarsi, accadere, racchiudersi, accoccolarsi, cullarsi, incarnarsi nella vita della sua creatura. Ama amare nella sua creatura, e nella sua creatura continuare “i patimenti di Cristo” (cfr. Col 1,24), ossia la sua infinita, intensissima, tenerissima passione per ogni figlio e figlia che desidera avvolgere nel suo abbraccio paterno e materno. Allora, il corpo degli amanti di Dio è sacro. Sì, è terra sacra, terra di Dio. È tenda sacra, tenda di Dio. È ponte sacro, tra la sponda visibile e quella invisibile del grande fiume della vita; è canale aperto tra il Grande e il piccolo, è bacio tra l’Amante e l’amato. È carne in cui Dio avviene, si rivela, si dice.

In questa luce si è vissuta, il 30 settembre 2017 a Nazareth, Kenya, la ricognizione canonica della salma di suor Leonella, nel contesto del processo verso il riconoscimento del suo martirio. Ci siamo riuniti attorno al corpo di una persona amata e amante. Abbiamo sostato attorno a questa porta tra Cielo e terra, tra Grande e piccolo. Siamo stati ammessi a varcare, con trepidazione e gratitudine, una soglia sacra, una porta di Dio, rivisitando il corpo di Leonella, espressione di amore e dolore, di vita e di morte intrecciate in questo sacro, fecondissimo abbraccio; espressione di consegna totale di Leonella al suo Sposo ma anche di Dio alla sua sposa.

Così, suor Leonella consegnava la sua vita: “La tua Vita, il Tuo Amore, il Tuo sangue… riceva la mia vita, il mio amore, il mio sangue… mi sento povera, incapace, accoglimi ugualmente, sono certa del Tuo amore e della Tua accoglienza” (Suor Leonella Sgorbati, Diario n.2, 25 maggio 2006, p. 68).

E ancora: “Maria Madre mia, anche io mi sono consegnata, voglio essere carne, corpo Suo nell’Eucarestia con Lui… suo sangue, vita donata… Madre Tenerissima rendimi mite… Tienimi con Te nello Spirito Santo, nel Padre, nel Figlio… anch’io non ho bisogno di SAPERE cosa Lui vuole fare. Mi basta tenerlo per mano e camminare dove Lui mi guida” (Suor Leonella Sgorbati, Diario n.2, 16 febbraio 2006, p. 9).

La Chiesa, con decreto di Papa Francesco dell’8 novembre 2017, ha riconosciuto ufficialmente il martirio di Suor Leonella, aprendo la strada alla Beatificazione della nostra Sorella. Chiediamo a Suor Leonella che interceda per noi tutti la grazia preziosissima di un amore ardente accolto e donato, fino alla consegna totale della vita a Dio nei modi e nei termini che Egli non manca di indicare e proporre a ciascuno di noi. Sia il nostro sì alla vita limpido, autentico, luminoso, umile, appassionato, fino alla morte e oltre la morte; possa la nostra vita concreta, possa la nostra carne divenire espressione del felice, fecondo, infuocato abbraccio tra Amore e Dolore.

sr, Simona Brambilla MC

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1 commento su “AMORE E DOLORE”

  1. Ci avviciniamo alla data della beatificazione, il 26 maggio. Sr Leonella, sorelle nostra, aiutaci a vivere autenticamente la consegna di noi stesse a Dio per la missione! Prega per noi!

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