Seguirono la stella e poi?

Vi sono infatti degli eventi portatori di un messaggio di Dio, una sorta di linguaggio non verbale che si esprime nella grammatica dei fatti. I libri dei profeti dell’AT sono pieni di questo tentativo di lettura della storia umana come luogo della rivelazione.
Matteo 2,1-12

Numerosi testi del Vangelo sono dedicati al discernimento degli eventi, intendendo con questo la capacità di leggere i fatti al di là delle cause umane che li hanno prodotti. Vi sono infatti degli eventi portatori di un messaggio di Dio, una sorta di linguaggio non verbale che si esprime nella grammatica dei fatti. I libri dei profeti dell’AT sono pieni di questo tentativo di lettura della storia umana come luogo della rivelazione. Il NT invita i cristiani a esercitare in questo medesimo senso il loro carisma profetico ricevuto nel battesimo.

Il viaggio dei Magi verso la grotta di Betlemme è un testo che si inquadra nel tema del linguaggio degli eventi. Nel racconto della visita dei Magi ci colpisce il fatto che questi uomini stranieri, la cui identità non è ulteriormente precisata, non sono messi in moto dall’avvertimento di un profeta, o di un uomo in qualsiasi modo ispirato, bensì da un fenomeno naturale che li porta a interrogarsi su ciò a cui esso rimanda. Il seguito della storia dimostra che il dinamismo della loro ricerca, approda nell’incontro personale con Cristo. I Magi seguono la stella, nuovo astro sorto dall’oriente “segno” dello stesso Messia che si è levato nel cielo della storia ad illuminare gli uomini delle parti più lontane della terra e ad attrarle alla sua luce.

La persona che cerca sinceramente la verità scopre nella vita ordinaria di tutti i giorni che Dio ha deposto le sue risposte e le segnalazioni della propria Presenza, nelle cose e nei luoghi più impensati.

Si direbbe quasi che proprio tale dinamismo sia la base necessaria perché si possa essere guidate da Dio nel pellegrinaggio verso di Lui che è la Verità. Al tempo stesso, va notato che il punto di partenza non deve essere necessariamente un “evento” di tipo religioso; la persona che cerca sinceramente la verità scopre nella vita ordinaria di tutti i giorni che Dio ha deposto le sue risposte e le segnalazioni della propria Presenza, nelle cose e nei luoghi più impensati. I Magi sono la figura rappresentativa di questa ricerca.

I Magi, arrivati a Gerusalemme secondo la direzione indicata dalla stella, la perdono di vista proprio nel momento in cui sono vicinissimi al luogo della nascita di Gesù. La rivedranno però successivamente: “Essi, udite le raccomandazioni del re, si misero in cammino. Ed ecco: la stella che avevano visto in oriente… Al vedere la stella furono ripieni di straordinaria allegrezza” (Mt 2,9-10). Questi versetti confermano il fatto che essi l’avevano perduta di vista perché si erano fidati di criteri umani. Infatti, secondo la logica della “carne” il Messia doveva trovarsi tra “i grandi”, tra coloro che appartenevano alla dinastia di Davide. Ciò che li orienta di nuovo verso il luogo della nascita è la profezia di Michea, è la Parola di Dio che essi ascoltarono alla corte di Erode (Mt 2,4-6).

Questa narrazione ci sembra di grande significato in ordine a un discorso sul discernimento della volontà di Dio: i segni che Dio offre di Sé mediante gli eventi, o i fenomeni che succedono nel mondo, non sono capaci di condurci fino all’incontro personale con Lui perché i segni di Dio sono umili, semplici, insignificanti. Per poter percorrere quel tratto di strada che ancora manca all’incontro con Gesù, occorre lasciarsi abitare dalla Parola. I Magi sono arrivati da molto lontano, e sono giunti molto vicini al luogo della nascita di Cristo, ma sarebbe stato impossibile per loro individuare Betlemme senza l’aiuto del profeta Michea. Ma se anche avessero potuto da soli arrivare fino alla grotta di Betlemme, non avrebbero creduto che quel Bimbo deposto in un luogo così povero, così umile, povero tra poveri, fosse in realtà il re di Israele.

I segni che Dio offre di Sé mediante gli eventi, o i fenomeni che succedono nel mondo, non sono capaci di condurci fino all’incontro personale con Lui perché i segni di Dio sono umili, semplici, insignificanti. Per poter percorrere quel tratto di strada che ancora manca all’incontro con Gesù, occorre lasciarsi abitare dalla Parola.

Ci sembra inoltre molto significativo anche il fatto che la stella ricompaia quando i Magi imboccano la direzione suggerita dalle Scritture e si dirigono decisamente verso Betlemme. La ricerca interiore e il cammino sincero verso Gesù ci conducono fino alla grotta di Betlemme, e ci introducono all’incontro con Cristo.

Questo incontro, lungi dall’essere una tappa di riposo, assume subito l’aspetto di una nuova partenza missionaria, di un compito nuovo: “…avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada, fecero ritorno al loro Paese” (Mt.2,12) e i Magi senza indugio intraprendono il nuovo cammino.

Il Discernimento, porta inevitabilmente alla novità dello Spirito, sta a noi scrutare ed accogliere i segni che Dio pone sul nostro cammino.

 Domandiamoci:

  • Sono capace di cogliere il “nuovo” nel linguaggio di Dio?
  • Ho il cuore libero per accogliere i cammini dello Spirito su di me e sulla mia Circoscrizione?
  • So leggere gli eventi della Storia , della Chiesa e dell’Istituto per lasciarmi guidare verso ciò che Dio vuole da noi oggi?

sr. Renata Conti MC

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