Beato Giuseppe Allamano: un mistico del nostro tempo

Nelle ore passate con Dio, là nel coretto della Consolata, il suo essere si è trasformato in unità con il suo Signore.

Il Beato Allamano, che chiamiamo Padre Fondatore con tenerezza, è certamente stato uomo d’azione… tutta la sua vita e le innumerevoli iniziative ed opere a cui fu chiamato o pose mano confermano questo aspetto della sua esistenza terrena. “Meno contemplativo che uomo di azione” lo definisce Divo Barsotti nel “Primato della Santita’”, a pagina 31.

Ma da dove viene l’azione? Un’ azione che ha dell’ultra umano, che ha avuto un fascino per cui molti hanno lasciato tutto per esserne parte? Un’azione che rimane nel tempo?

Karl Rahner ha ripetuto in più d’una occasione che “nei giorni a venire o saremo dei mistici (coloro che hanno fatto un’esperienza reale di Dio) o non saremo niente” e ancora, “il cristiano del futuro sarà un mistico o non esisterà”1.

Il Beato Allamano ha sempre inculcato ai suoi figli e figlie,“Prima santi e poi missionari” lasciando in questa frase incisiva non una sequenza di tempo, ma uno spiraglio su ciò che era vivo nel suo essere più profondo, cioè che contemplazione e azione sono un unico aspetto della dinamica dello Spirito nella creatura che si apre all’incontro: l’essere umano è una unità mirabile fatta ad immagine di Dio, dove non c’è né prima né poi, né pienezza né vuoto, né questo o quello, ma il tutto. Nelle ore passate con Dio, là nel coretto della Consolata, il suo essere si è trasformato in unità con il suo Signore.

Il Padre Fondatore era il primo ad accogliere a braccia aperte, a dissipare le burrasche dell’anima, ha incoraggiare, ma anche il primo a perdonare se le offese venivano fatte a lui…

Se non fosse vissuto in profonda intimità con Dio, in un periodo storico in cui le vestigia giansenistiche erano ancora molto presenti nella società e nella chiesa (continue confessioni, pentimmento dimostrato con lacrime altrimenti non davano l’ assoluzione, scrupoli di comunioni sacrileghe, sempre timore di essere in peccato grave…), come avrebbe potuto affermare, “Tra amici non si sta a chiederci continuamente perdono per ogni miseria; si sa che non si è fatto apposta e basta. Così con nostro Signore. Quell’essere continuamente lì a dirgli: Perdono! Perdono! Non va. Lo sappiamo già che tutto è perdonato. Facciamo invece atti di amor di Dio.2

Esigeva serietà nel cambiar vita, nel dare tutto, ma poi era come il Padre della Parabola che va incontro al figlio… alla figlia. Il Padre Fondatore era il primo ad accogliere a braccia aperte, a dissipare le burrasche dell’anima, ha incoraggiare, ma anche il primo a perdonare se le offese venivano fatte a lui… sempre inculcava che si deve offrire il perdono facilmente, generosamente, avere una relazione intima, amica con Dio e fra noi… non di paura. “Ricordatevi sempre che nel Vangelo il Signore dice che è l’offeso che deve andare a domandar perdono!”3

Dalle poche testimonianze, che qui riportiamo, si può captare un po’ della sua anima in unissono con Dio. “Io gli servii per tanti anni e quasi ogni giorno la Messa…Sopratutto mi colpiva l’ atteggiamento estatico che assumeva durante l’elevazione; con un celeste sorriso i suoi occhi fissavano l’ Ostia Santa come chi guarda qualcuno.”4

…La sua Messa era per noi uno spettacolo sacro. Era tutto del Cristo, prima, dopo e durante la Consacrazione. Gli occhi suoi parlavano apertamente su questo amore.”5

“Il buon Dio gli aveva donato un cuore di una tenerezza incomparabile, un profondo conoscimento del cuore umano, una cortesia e modestia che infondeva nell’anima somma confidenza.”

Bisognava sentirlo parlare dell’Eucarestia. Il suo occhio già così vivo, diventava risplendente; pareva penetrasse nel soprannaturale.”6

Dopo versata l’anima mia nella sua, subentra in me una grande pace. Solamente il Sacerdote che è amico intimo di Dio, ha tal potere sulle anime. Il buon Dio gli aveva donato un cuore di una tenerezza incomparabile, un profondo conoscimento del cuore umano, una cortesia e modestia che infondeva nell’anima somma confidenza.”7

Non dire che sei disperata; almeno dì con San Filippo, che sei disperata di te per tutta confidare in Dio… Se la testa è assalita da storie, non curartene; metti bene e male nel S. Cuore…. coraggio dunque senza pensare al passato e all’ avvenire. Dio ti ama. Ti benedico…”8

4.“Appena vicini a lui, al primo sguardo che rivolgeva, ogni maliconia o sconforto o cruccio, tutto scompariva. Non di rado era egli stesso a scoprire il motivo della visita e lo manifestava per primo, come avesse letto nel cuore…”

Si andava da lui con l’animo in tempesta, con decisioni disastrose per la vocazione, ed ecco bastava avvicinarsi all’uscio del suo studio, per tosto sentir diradata la tenebra che offuscava lo spirito e che spingeva là come a un supremo rifugio. Altre volte era la sua sola presenza ad operare il miracolo. Appena vicini a lui, al primo sguardo che rivolgeva, ogni maliconia o sconforto o cruccio, tutto scompariva. Non di rado era egli stesso a scoprire il motivo della visita e lo manifestava per primo, come avesse letto nel cuore… Si veniva fuori con una gioia intima, e nel cuore si sentiva qualchecosa che stimolava soavemente ma irresistibilmente a cercare la perfezione.9

Siate generose, datevi interamente al Signore; non bisogna misurare, non fermarsi a guardare delle storie. Il Signore pensa lui a quello che è necessario, e se qualche volta si devono fare dei sacrifici, ebbene facciamoli volentieri. Siate umili, il Signore è geloso della sua gloria e quando vogliamo fare da noi, lascia che facciamo, ma poi…”10

Il linguaggio del Beato Allamano era quello del suo tempo, così pure la sua teologia e la sua concezione di Chiesa… ma la fonte vitale da cui tutto scaturiva era lo Spirito che aveva completamente preso possesso di lui.

…5.la persona contemplativa non esige, non è il centro, non ritiene l’offesa. Permette alle cose e alle persone di avere la loro voce, senza cercare di imporre la propria agenda… ancorata al Centro, dove lo Spirito la inabita, sa che tutto e’ dono… cosi’ accoglie tutto e tutti con profonda fiducia e gratitudine… con imperturbabile pace.

Con un linguaggio e una comprensione di oggi, il Beato Allamano potrebbe trovare un quasi ritratto in queste parole: “Il contemplativo, il mistico è colui/ colei che realmente hanno imparato la pienezza dell’arte dell’incontro… con Dio e con la realtà intera in un atteggiamento di spontaneo apprezzamento, senza manipolazione… la persona contemplativa non esige, non è il centro, non ritiene l’offesa. Permette alle cose e alle persone di avere la loro voce, senza cercare di imporre la propria agenda… ancorata al Centro, dove lo Spirito la inabita, sa che tutto è dono… così accoglie tutto e tutti con profonda fiducia e gratitudine… con imperturbabile pace.11

Il dono sublime (il Carisma) che il Beato Allamano ha trasmesso e continua a trasmettere a chi lo vuol seguire è questa profonda esperienza di Dio… come una sorgente limpida, inesauribile che continuamente riempe, disseta, vivifica e trasforma e si dona nell’incontro; una fiamma che investe tutto. L’azione, dalle opere più piccole alle più sublimi (evangelizzazione), è semplicemente una conseguenza.

Il dono sublime (il Carisma) che il Beato Allamano ha trasmesso e continua a trasmettere a chi lo vuol seguire è questa profonda esperienza di Dio… come una sorgente limpida, inesauribile che continuamente riempe, disseta, vivifica e trasforma e si dona nell’incontro; una fiamma che investe tutto.

Con il passare degli anni, sono venuto a realizzare, che alcune cose si possono dire e altre no. Il dire diminuisce ciò che è detto. Solo ciò che è divenuto parte integrale del nostro essere può essere condiviso con altri. Credo che le cose e la realtà che ci circonda ritengono vita in proporzione di quanto silenzio le circonda. Il vero significato della realtà non ha bisogno di parole per esistere. La comunicazione del silenzio si raggiunge quando le parole e la loro potenziale capacità di ferire, di dividere, cessano di esistere.”12

Indubbiamente il Beato Allamano – Padre amato e che ha amato, essenzialmente un mistico – è un silenzioso che ha molto da dire.

Suor Cecilia Clara Zamboni, MC

1 From miscellaneous quotes in Karl Rahner, Foundations of Christian Faith

2 Lorenzo Sales, Il Servo di Dio Giuseppe Allamano, pagina 381

3 G. Allamano. Conferenze alle Suore, Vol.I, 1 Agosto 1916, pagina 399

4 C. Scovero – 1877-1951

5 Padre G. Bartorelli, 1905-1986

6 Sr. Margherita Demaria-1877-1964

7 Attilio Bongiovanni,CSG, in L. Sales, Il Servo di Dio Giuseppe Allamano, pagina 327

8 Lettera 440, vol. IX/1, pag 57, No.1419, 15 Aprile 1921

9 L. Sales, Il Servo di Dio Giuseppe Allamano, pagina 235

10 Beato Padre Fondatore alle Suore di Casa Madre-6 Settembre 1925

11 Tradotto e parafrasato da R. Rohr, Just this, pagina 70

12 Malidoma Patrice Some’,Of water and the Spirit

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