UN FUTURO DA REALIZZARE…

La giovinezza, dunque, è innanzi tutto quella fase della vita che ogni persona attraversa e che ogni generazione reinterpreta in modo unico ed originale, perché nel frattempo il mondo è cambiato, la storia è cambiata, il quadro dei riferimenti è cambiato, l’habitat è cambiato.

È forse la caratteristica più misteriosa della vita quella di ricominciare sempre di nuovo, ringiovanendosi e rinnovandosi costantemente, prima ancora che nel bene o nel male: la vita è, la vita vive. Deve essere chiaro a tutti che coloro che sono giovani in questo momento sono assolutamente diversi da coloro che sono stati giovani in epoche precedenti, come i genitori o gli educatori. Nessuno può illudersi di essere giovane “due volte” o di poter rimanere giovane per tutta la vita. La giovinezza è unica e irripetibile.

Significativo e attuale suona ancora oggi l’intenso messaggio con cui il Concilio Vaticano II, concludendo i lavori l’8 dicembre 1965, si rivolgeva ai giovani: la Chiesa è consapevole di possedere “ciò che fa la forza e la bellezza dei giovani: la capacità di rallegrarsi per ciò che comincia, di darsi senza ritorno, di rinnovarsi e di ripartire per nuove conquiste”.

Infatti è proprio questa la luce costitutiva che i giovani (le persone che hanno dai 16 ai 29 anni) hanno sempre dalla loro parte, in qualsiasi epoca storica e in qualsiasi latitudine: la forza di cominciare, di rinnovarsi, di ripartire.

La giovinezza, dunque, è innanzi tutto quella fase della vita che ogni persona attraversa e che ogni generazione reinterpreta in modo unico ed originale, perché nel frattempo il mondo è cambiato, la storia è cambiata, il quadro dei riferimenti è cambiato, l’habitat è cambiato.

Ciò significa che chi è giovane oggi è chiamato ad affrontare nuove sfide, nuovi pericoli, nuove opportunità. Rispetto al passato ci sono certamente profonde analogie ma ancora più marcate sono le differenze. Incertezze e insicurezze esistono sempre, ma non sono più le stesse, così pure le fragilità e le vulnerabilità, i limiti e gli ostacoli.

… nessuno conosce veramente l’identità dei giovani attuali, né sappiamo a chi possiamo chiederlo e chi possa darci la risposta giusta.

Benché la Chiesa confermi sempre di essere “esperta in umanità”, essa si mostra comunque umile e bisognosa di approfondimento, attraverso appositi “questionari”, centri di ascolto e di monitoraggio, per capire chi sono e che cosa vivono i giovani di oggi. Perché il punto è proprio questo: nessuno conosce veramente l’identità dei giovani attuali, né sappiamo a chi possiamo chiederlo e chi possa darci la risposta giusta. Di sicuro siamo dinanzi ad un identikit plurale e differenziato, non riconducibile ad un unico profilo. Per questo è doveroso ascoltare direttamente i giovani in merito alle loro aspettative ed alla loro vita.

Gli stessi esperti del mondo giovanile sostengono che già da qualche decennio non esiste più una “condizione giovanile”, ma esistono solo i giovani che nella loro evidente frammentazione costituiscono più un “arcipelago”, un insieme di isole, che non un continente compatto e omogeneo. Ma questa osservazione preliminare vale ancora di più per le luci e le ombre che possiamo individuare: esse si riferiscono cioè soltanto a porzioni più o meno ampie della galassia giovanile, non all’intero universo dei giovani attuali.

Ci limiteremo pertanto a segnalare tre ombre e tre luci, avvertendo i lettori di non confondere il nostro tentativo di semplificazione con una visione dualistica e pregiudizialmente manichea della realtà giovanile, poiché essa si caratterizza più per le sue 50 sfumature di grigio che non per una comoda rappresentazione in bianco e nero.

La prima ombra che vogliamo denunciare rispetto ai giovani di oggi è l’ombra della relatività (o forse meglio del relativismo), il carattere di provvisorietà e di reversibilità delle loro scelte. È finito il tempo delle scelte definitive e dunque “per sempre”. Ogni scelta è fluida e precaria. Prevale lo slogan: “Oggi scelgo questo, domani si vedrà!”

Una terza luce è il gusto per le cose belle, la voglia di creatività, la cura del proprio corpo, una nuova responsabilità ecologica, il piacere di viaggiare, la riscoperta del pellegrinaggio, la sensibilità per le esperienze di vita contemplativa.

Una seconda ombra è quella di un arrendevole conformismo, una scarsa propensione al rischio, una mancanza di slancio altruistico, quasi una paura di “osare” a causa di un ripiegamento narcisistico su se stessi. Una terza ombra è quella che potremmo definire “apatia spirituale” che sembra essere la conseguenza di una secolarizzazione sfrenata che ha portato i giovani a vivere nell’indifferenza verso il trascendente, senza Dio e senza la Chiesa, come se la religione non esistesse, oppure si volesse ridurre ad un consumo privato e psicologico del sacro.

Ma lo scopo del presente contributo non è dipingere il panorama giovanile a tinte fosche poiché a queste ombre fanno da contrappunto alcune luci che ci restituiscono fiducia e speranza.

La prima luce da accendere è che siamo dinanzi ad una generazione che appare in grado di connettersi con il mondo, sia reale che virtuale, una generazione che sa usare le nuove tecnologie in chiave comunicativa arricchendo la propria esperienza di vita (anche se non mancano evidenti pericoli di degenerazione, come dimostrano, ad esempio, il cyber bullismo, il fenomeno della “balena blu”, o l’uso fuori controllo e davvero scellerato di internet).

Una seconda luce è la disponibilità (molto diffusa tra i giovani di oggi) ad impegnarsi in esperienze di volontariato, di cooperazione, di solidarietà, di gratuità, di sobrietà, di nuovi stili di vita, attraverso comportamenti alternativi e controcorrente.

Una terza luce è il gusto per le cose belle, la voglia di creatività, la cura del proprio corpo, una nuova responsabilità ecologica, il piacere di viaggiare, la riscoperta del pellegrinaggio, la sensibilità per le esperienze di vita contemplativa.

… il terreno della prova per capire verso quali valori di fondo i giovani di oggi stanno indirizzando le loro scelte è forse rappresentato soprattutto da quelle dimensioni della vita che sono al tempo stesso fondamentali e quotidiane…

Tuttavia, al di là delle ombre e delle luci che abbiamo appena cercato di evidenziare, la verità che più merita di essere considerata è come i giovani siano alla ricerca spasmodica di figure significative che possano rappresentare per loro un punto di riferimento.

Possiamo concludere che la cartina di tornasole, o il terreno della prova per capire verso quali valori di fondo i giovani di oggi stanno indirizzando le loro scelte è forse rappresentato soprattutto da quelle dimensioni della vita che sono al tempo stesso fondamentali e quotidiane: l’utilizzo del tempo e dei soldi, lo stile di vita e di consumo, lo studio e il tempo libero, l’abbigliamento ed il cibo, la vita affettiva e la sessualità.

Antonio Nanni

questo articolo è stato pubblicato su Andare alle Genti

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