NATALE TEMPO DI CONTEMPLAZIONE

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“Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia”. Lc 2,10-12

Soltanto la contemplazione può semplificare la nostra preghiera per arrivare a constatare la profondità della scena e del segno che ci è dato:

  • Una mangiatoia,
  • un bambino,
  • Maria in contemplazione,
  • Giuseppe ammirato e stupito per tutto quanto stava succedendo…

Nessun apparato esteriore, nessuna considerazione, nel villaggio tutto è indifferente. Solo alcuni pastori, degli emarginati dalla società del tempo… .

E tutto questo è voluto: Gesù ha scelto la povertà, la nudità. Ha disprezzato la considerazione degli uomini, quella che proviene dalla ricchezza, dallo splendore, dalla condizione sociale. Nessun apparato, nessuno splendore esteriore.

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La terra, prima di essere la terra degli uomini, è la terra di Dio. E, ritornando, ritrova questa terra creata da lui e per lui.

Eppure egli è il Verbo fatto carne, la luce rivestita di un corpo. Egli si trova nel mondo che egli stesso continuamente crea, ma vi è nascosto. Perché vuole apparirci solo di nascosto?
Egli fino ad allora era, secondo l’espressione di Nicolas Cabasilas, un re in esilio, uno straniero senza città, ed eccolo che fa ritorno alla sua dimora. Perché la terra, prima di essere la terra degli uomini, è la terra di Dio. E, ritornando, ritrova questa terra creata da lui e per lui.
“Dio si è fatto portatore di carne perché l’uomo possa divenire portatore di Spirito”,
dice Atanasio di Alessandria.

“Il suo amore per me ha umiliato la sua grandezza. Si è fatto simile a me perché io lo accolga. Si è fatto simile a me perché io lo rivesta” (Cantico di Salomone). Per capire, io devo ascoltare lui che mi dice: “Per toccarmi, lasciate i vostri bisturi… , per vedermi, lasciate i vostri sistemi … , per sentire le pulsazioni del divino nel mondo, non prendete strumenti di precisione… , per leggere le Scritture, lasciate la critica… , per gustarmi, lasciate la vostra sensibilità…” (Pierre Mounier): Credete e adorate!

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II Padre ci dona il Suo Figlio amatissimo e ce lo dona attraverso Maria, creatura come noi…

II Padre ci dona il Suo Figlio amatissimo e ce lo dona attraverso Maria, creatura come noi, donna umilissima che accoglie nella profondità del suo essere l’Amore Increato, il Verbo di Dio che il Padre Le dona per noi.

Soffermiamoci adoranti a contemplare questo mistero che si compie per noi anche quest’anno. La Parola eterna diviene un bimbo fragile, umile, sconosciuto… .

Lui, l’Eterno si fa tempo, storia, figlio di un popolo e assume questa nostra realtà… .

Adoriamo il mistero… proclamato dagli angeli e contemplato da uomini semplici, i pastori… .

L’adorazione è l’atteggiamento del cuore che entra in sintonia con il mistero…

Contempliamo la Madre, donna umile, dolcissima, povera, che camminava sulle strade di Galilea nutrendo e facendo crescere il Figlio nell’ordinarietà della vita per potercelo donare. Contempliamo questa nostra Madre che cammina anche nel nostro tempo, nella nostra storia, nel nostro oggi dove la violenza e l’egoismo, nelle sue più svariate forme, sfigurano il Volto del suo Figlio portano paura, morte e distruzione.

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Il Figlio chiede di essere Incarnato in noi “oggi”

Il Figlio chiede di essere Incarnato in noi “oggi” e ci dona sua Madre per camminare accanto a noi, nel segno della Consolazione come testimoni di misericordia e di pace vera.

Mettiamoci in ginocchio davanti al presepio, luogo simbolo dove Gesù Figlio umilissimo del Padre diventa servo..” per essere Dio con noi … per poterci rendere ” Figli/e in Lui”.

“La Parola”, si fa carne e viene ad abitare nella nostra umanità, nel nostro cuore; viene in mezzo a noi,  … spalanchiamo la nostra vita … lasciamo che si incarni in noi.

Contempliamo la Madre che accoglie nel suo Grembo e tra le sue braccia la Consolazione stessa – il Figlio – e, generando Lui, genera anche noi in Lui “figli/e nel Figlio”, per portare la Sua tenerezza in questo nostro tempo, in questa nostra umanità che geme nel dolore!

In Lei, Donna pienamente consolata dallo Spirito di Dio, la Consolazione si fa Carne, l’Amato del Padre prende un corpo, Corpo e Sangue. Volto umano, di un bimbo ‘Altro’… .

Contempliamo la Consolata nell’attitudine di donarci il Figlio! Questa Madre che diventa ” Tabernacolo e Calice” affinché nutrendoci di Lui possiamo condividere le sue scelte fino a dare la vita[1].

Adoriamo il Figlio reso Pane spezzato per noi! E’ così che diventiamo consapevoli e “…capaci per l’energia stessa della fede, di dare risposte d’amore coraggiose alle sfide dell’oggi perché l’umanità riscopra la sorgente della sua identità e felicità….”[2].

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Adoriamo il Figlio reso Pane spezzato per noi!

E’ nell’accogliere dalle mani di Maria questo Figlio che ci nutre di se stesso, che ci unifica a Lui nell’Amore del Padre, che siamo rese degne del “….coraggio dell’Amore che tutto rischia per Amore perché tutto si ricrei nell’Amore!”[3].

La Madre, unificandoci con il Figlio ci farà luogo di unione, di perdono e di riconciliazione, prima in noi stessi/e, nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità e nella società dove operiamo! Figli/e nel Figlio, umili segni sacramentali di speranza e di gioia!

Davanti al Dio fatto carne lasciamo cadere i nostri interessi personali, i nostri successi ed insuccessi, le nostre paure, lasciamoci avvolgere dalla Sua tenerezza e misericordia così diventeremo anche noi tenerezza e misericordia del Padre per questa nostra società!

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La Madre, unificandoci con il Figlio ci farà luogo di unione, di perdono e di riconciliazione…

“Veramente tu sei un Dio misterioso!”. Il Padre, il solo che conosce il Figlio, ci conceda di riconoscerlo affinché l’amiamo e lo imitiamo.

sr. Renata Conti MC

[1] VS, p. 461

[2] Cf. Suor Leonella Sgorbati, circolare n. 17.

[3] Ibidem

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