Chi sono i Nasa? – Parte I

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Un popolo che sempre ha lottato per rimanere tale.

Localizzazione

Attualmente il Popolo Nasa è situato in sette Regioni al sud e sud-ovest della Colombia, sulla Cordigliera centrale delle Ande (Cauca, Valle, Huila e Tolima) e nella zona amazzonica (Caquetá, Putumayo e Meta), per un totale di circa 220.000 persone. È un popolo originariamente amazzonico che si è poi convertito in andino assumendo come conseguenza di accordi o di guerre anche in tutto o in parte altri popoli. Nel secolo scorso, spinte dalla necessità di terra, molte famiglie Nasa hanno abbandonato il territorio andino e si sono riubicate in territorio amazzonico.

Un po’ di storia

La storia del popolo Nasa si può dividere in tre tappe: la prima è quella dello “Sviluppo Autonomo”. Nel contesto degli altri popoli indigeni probabilmente emigrati dall’Asia verso il Continente Americano (fino all’arrivo dei conquistatori spagnoli verso il 1534): una tappa lunghissima, purtroppo in gran parte sconosciuta, durante la quale si è formata la “cultura propria” in tutte le sue dimensioni (politica, economica, simbolica).

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Il Popolo Nasa non è mai stato sottomesso, anche se è stato profondamente ferito: con l’uso di diverse strategie ha sempre resistito.

La resistenza

La seconda è la tappa della “Resistenza” alla conquista, alla colonizzazione e alle successive invasioni. Questa tappa inizia con l’arrivo dei conquistatori spagnoli nel 1534 e si protrae fino alla creazione del CRIC (Consiglio Regionale Indigeno del Cauca) nel 1971 e alla promulgazione della nuova Costituzione politica nel 1991. Il Popolo Nasa non è mai stato sottomesso, anche se è stato profondamente ferito: con l’uso di diverse strategie ha sempre resistito. Possiamo dividere questa tappa in tre periodi, in corrispondenza con le tre diverse strategie. All’inizio ci fu la “Resistenza Armata” dal 1534 fino al 1650. Per più di 100 anni il popolo Nasa, in unione con altri popoli indigeni della Regione, resistette alla conquista spagnola con la guerra. La figura più significativa di questo periodo è stata la Cacica (Capostipite) Gaitana.

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il popolo Nasa con una ammirevole intelligenza politica passò dalla guerra agli accordi con i conquistatori ed ottenne il riconoscimento di un territorio proprio con la creazione dei “Resguardos Indigenas”

Rivendicazione dei propri territori

In seguito, ci fu il periodo della “Resistenza legale”, dal 1650 fino al 1900. Approfittando delle leggi dell’Impero spagnolo, il popolo Nasa con una ammirevole intelligenza politica passò dalla guerra agli accordi con i conquistatori ed ottenne il riconoscimento di un territorio proprio con la creazione dei “Resguardos Indigenas” (spazi dove gli indigeni potevano abitare liberamente). Infine, il periodo più vicino a noi è quello della “Resistenza rivendicativa”, dal 1900 al 1971. Dopo l’indipendenza della Colombia, i nuovi governanti fecero alcune leggi che abolivano i “Reguardos” e permettevano l’invasione dei territori indigeni. Per questo il popolo Nasa diede inizio ad una lotta per rivendicare il diritto al proprio territorio, come base essenziale per sopravvivere e per avere un minimo di autonomia politica e culturale. Infine la terza tappa è quella del “Cammino verso l’autonomia e l’alternativa”, dal 1971 fino ad oggi. Nel 1971, in una grande Assemblea, fu creato il CRIC (Consiglio Regionale Indigeno del Cauca), la prima organizzazione di autorità e comunità indigene della Colombia e dell’America Latina, come strumento per continuare ed ampliare la lotta iniziata da Manuel Quintin Lame per rivendicare l’autonomia territoriale, politica e culturale.

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Nel 1980 per iniziativa di Padre Alvaro Ulcué Chocué, sacerdote Nasa, le comunità Nasa del Nord del Cauca iniziarono un processo per la ricostruzione del Piano di Vita del Popolo Nasa: questo processo si è poi esteso a tutti i popoli indigeni della Colombia.

Organizzazione

Negli anni successivi nacquero altre organizzazioni regionali indigene e finalmente nel 1982 si creò la ONIC (Organizzazione Nazionale Indigena di Colombia) a livello nazionale. Nel 1980 per iniziativa di Padre Alvaro Ulcué Chocué, sacerdote Nasa, le comunità Nasa del Nord del Cauca iniziarono un processo per la ricostruzione del Piano di Vita del Popolo Nasa: questo processo si è poi esteso a tutti i popoli indigeni della Colombia. Nel 1991 fu promulgata la Nuova Costituzione politica della Colombia, frutto di un’Assemblea Costituente con la partecipazione di due rappresentanti indigeni, che riconobbe a livello costituzionale l’identità plurietnica e pluriculturale della Nazione colombiana e il diritto dei popoli indigeni all’autonomia territoriale, politico-amministrativa, economico-ambientale e culturale. Da allora fino ad oggi i popoli indigeni sotto la guida del popolo Nasa stanno lottando per realizzare il loro sogno finalmente riconosciuto nella Costituzione. In questo contesto, nel 2008 i popoli indigeni, su iniziativa del popolo Nasa, fecero una grande marcia dai loro territori fino a Bogotà, invitando le organizzazioni afro-discendenti, contadine, studentesche e dei quartieri popolari delle città a unirsi per stabilire una proposta comune, alternativa al modello di sviluppo capitalista neo-liberale dominante.

La cultura nasa

Come tutti i popoli anche il popolo Nasa ha progressivamente costruito la sua cultura. Nonostante i molti cambiamenti che ha dovuto fare come conseguenza degli avvenimenti storici che hanno condizionato il suo cammino, il popolo Nasa è riuscito a conservare molti elementi della sua cultura tradizionale, che definiscono la sua identità e la sua diversità.

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La proprietà collettiva: se gli spiriti sono padroni di tutto e di tutti, l’uomo non è padrone di niente e di nessuno. Per questo non esiste la concezione della proprietà privata, ma esiste soltanto la proprietà collettiva.

Spiritualità

Vorrei ricordare tre di questi elementi culturali, che sono il fondamento e il cuore del “progetto di vita originale”: la spiritualità “materialista”, una profonda coscienza religiosa, che sacralizza la materia, perché riconosce che lo “Spirito” e gli “spiriti” sono padroni di tutto e di tutti. Essi sono presenti in tutto e in tutti. Essi sono la sorgente della vita nella sua totalità.

La proprietà collettiva: se gli spiriti sono padroni di tutto e di tutti, l’uomo non è padrone di niente e di nessuno. Per questo non esiste la concezione della proprietà privata, ma esiste soltanto la proprietà collettiva. Perciò non esiste l’“io” e il “mio”, ma il “noi” e il “nostro”.

L’unità della natura: noi abbiamo diviso la natura in quattro spazi o regni: minerale, vegetale, animale, umano. Per il popolo Nasa non esiste questa divisione. Nella natura c’è una profonda unità di vita. L’essere umano non è ontologicamente differente dagli altri esseri creati e viventi. Solamente detiene un ruolo speciale: deve essere il curatore o guardiano del “progetto o ordine originale”, conservandolo e ricuperandolo per mezzo dei rituali. Così la spiritualità diventa etica, cioè responsabile della cura e della reciprocità.

Una delle grandi sfide per il popolo Nasa e per le persone che lo formano consiste proprio nella ricerca di una sintesi armonica fra tradizione e modernità.

La sfida di oggi

Nell’ultima tappa della sua storia, il popolo Nasa ha ricuperato e rafforzato molti elementi della sua cultura tradizionale; allo stesso tempo però, per l’apertura ai mezzi di comunicazione, all’istruzione scolastica e all’incontro con altri gruppi e altre culture e per il suo processo interno, sta vivendo un forte cambio culturale: sta nascendo infatti il “Nasa moderno”. Una delle grandi sfide per il popolo Nasa e per le persone che lo formano consiste proprio nella ricerca di una sintesi armonica fra tradizione e modernità, tra collettività e comunità, tra un progetto di vita come popolo e un progetto di vita come persona, tra obbedienza ad una “legge di origine” con i suoi valori spirituali e morali e la costruzione creativa di una nuova etica e una nuova spiritualità.

di P. ANTONIO BONANOMI, IMC

Questo articolo è stato pubblicato nella rivista “Andare alle Genti” Luglio – Agosto

 

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