«Chi ha pianto?»

Ricordando le tragedie dei profughi  in mare nel terzo anniversario della visita di Papa Francesco a Lampedusa: 8 luglio 2013 – 2016

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“Tante tragedie quotidiane passano ormai inosservate come semplici notizie di cronaca”

Nel terzo anniversario della visita di Papa Francesco a Lampedusa dove si era recato per fare memoria di tutte le vittime inghiottite dalle acque del Mediterraneo, mentre tentavano di raggiungere la “terra promessa”, non può e non deve passare inosservata. Immediatamente ritorna alla nostra mente il grido di Papa Francesco durante la sua visita a Lampedusa: «Chi ha pianto?» Parole rimaste scolpite nella mente e nel cuore di tutti noi.

«Chi ha pianto?» Ricordando la prima enorme tragedia del 2014 in cui 368 immigrati, tra cui molte donne e bambini, hanno perso la vita in mare, seguita da tante altre tragedie quotidiane, le cui notizie passano ormai inosservate come semplici notizie di cronaca, sento il bisogno di condividere una riflessione su alcune espressioni di Papa Francesco sempre significative e stimolanti.

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“Purtroppo corriamo il rischio di assuefarci a tali scene di disperazione e a dimenticare la compassione, il patire con, perché non sappiamo più piangere.”

«Chi ha Pianto?» È difficile dimenticare le scene di orrore e di disperazione che quotidianamente si susseguono sui nostri schermi televisivi di quanti cercano aiuto per sopravvivere e in mezzo al mare e lottano contro la furia delle onde che cercano di inghiottirli, mentre la loro imbarcazione sprofondano sotto l’impotenza dei soccorritori che tentano di aiutarli. E tra loro ci sono molti giovani, mamme e bambini in cerca di speranza. Dall’inizio del 2016 sono oltre tremila le persone che hanno perso la vita nel Mediterraneo. Purtroppo corriamo il rischio di assuefarci a tali scene di disperazione e a dimenticare la compassione, il patire con, perché non sappiamo più piangere. Purtroppo troppo spesso la “globalizzazione dell’indifferenza” ci ha tolto la capacità di piangere!

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“Noi vogliamo chiedere la conversione dei nostri cuori per passare dall’indifferenza al pianto.”

«Chi ha pianto?» Chi non ricorda la storia della piccola Favour di nove mesi che ha commosso tante persone che, partita dalla Nigeria insieme ai suoi giovani genitori in cerca di un futuro migliore in Europa e hanno trovato invece la morte in mare? Solo lei, la piccola Favour è sopravvissuta; anche lei come Mosè salvata dalle acque. Non potrebbe questo episodio diventare uno stimolo per una nuova e forte presa di coscienza di quanti continuano a lottare contro tutte le forme di schiavitù e sfruttamento?

Con Papa Francesco anche noi vogliamo chiedere la conversione dei nostri cuori per passare dall’indifferenza al pianto. Per tutti i caduti delle “inutili stragi” e per tutte le vittime della follia della guerra, dell’odio e della violenza, il Papa ci ricorda che «l’umanità ha bisogno di piangere, e questa è l’ora del pianto».

Suor Eugenia Bonetti, Missionaria della Consolata,

e presidente dell’Ass. Slaves no More

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