I nostri Santi nella formazione dei giovani tanzaniani

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I nostri Santi entrano nella vita dei giovani, e la trasformano.  

La nostra missione di Ilamba sorge in una regione povera del Tanzania, dove centinaia di giovani, terminate le Scuole elementari  non trovano sbocco alle scuola secondaria, data la poverta’ di mezzi. Anche l’evangelizzazione di questa zona e’ ancora debole: molti cristiani battezzati ricorrono ancora alle pratiche di stregoneria per ottenere guarigioni del corpo,  soluzioni a problemi familiari e  aiuto finanziario. La vita sacramentale  e’ debolissima  anche a causa della grande scarsita’  di sacerdoti nella zona.

Noi, Missionarie della Consolata, da circa 16 anni abbiamo aperto questa missione per dare una risposta a queste due esigenze. Gestiamo un  Centro-Scuola  dove accogliamo circa 250 giovani dai 15 ai 20 anni. Il nostro scopo e’ duplice: dare loro una formazione umano-cristiana e l’Istruzione secondaria – professionale.

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giovani con il Beato Giuseppe Allamano

La maggioranza di loro vive nel Centro. Il processo formativo si avvale di brevi momenti di preghiera giornaliera al mattino e alla sera, durante I quali si legge la Parola di Dio. Ci si sofferma sul messaggio principale che conduce ad un proposito per la giornata, e alla sera, ad un momento di esame sulla giornata scorsa. Quotidianamente  recitano l’invocazione alla SS. Consolata e la preghiera per ottenere l’intercessione di padre Fondatore. Vi sono inoltre 2 ore settimanali di formazione alla conoscenza di se’, e circa le sfide dell’eta’ giovanile, insegnamenti del nostro beato Fondatore, della Beata Sr. Irene,  detti di altri santi,  ecc. Questa formazione  viene offerta loro da noi missionarie, con la collaborazione di insegnanti laici impegnati nella vita cristiana, di cui alcuni sono Laici missionari della Consolata Tanzaniani.

Voglio condividere la mia esperienza circa l’influenza che la conoscenza e l’intercessione dei nostri Santi hanno sulla formazione dei nostri giovani.

Durante l’anno le occasioni per momenti di particolari celebrazioni sono molte e le cogliamo con molto impegno per presentare ai giovani  figure signifcative della storia della Chiesa missionaria e soprattutto dei “nostri Santi” .

In Africa le celebrazioni di novene e feste sono sempre all’insegna del canto, della danza, della poesia e delle rappresentazioni. Il nostro popolo infatti ha un dono speciale per tradurre quello che impara, in manifestazioni di gioia e di sapienza. Dopo anni di esperienza di vita con loro non mi stanco mai di meravigliarmi sul come sappiano afferrare  i vari aspetti della vita e santita’ di un santo o di una particolare persona e descriverla attraverso rappresentazioni molto belle e significative.

Una di quelle che mi colpisce maggiormente e‘ la celebrazione delle feste del nostro beato Giuseppe Allamano.

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con la Beata Irene Stefani

Ogni anno preparano una rappresentazione molto bella: padre Fondatore, che loro chiamano: Baba Allamano, e’ rappresentato da un ragazzino calmo, sereno, dall’aspetto pensieroso, scelto da loro quasi avessero conosciuto l’ Allamano.

Padre Fondatore si incontra con I suoi primi missionari : Padri, Fratelli coadiutori e Suore, vestiti ciascuno con la divisa missionaria.

Padre  parla loro della gioia di poterli inviare in Africa ad evangelizzare, consolare, fare felice la gente,  a costruire, a curare gli ammalati, ad assistere le donne e mamme. Raccomanda loro di pregare, di essere buoni e pazienti.

Poi gli  attori  gli si avvicinano ad uno ad uno, a Padre Fondatore, si inginocchiano  ed egli consegna loro il crocifisso e li benedice.

Nella rappresentazione di quest’anno, ad ogni bozzetto hanno cantato canti diversi, tutti incentrati sulla personalita’ e la spiritualita’ dell’Allamano e tutti composti da loro nelle parole e nella musica, aiutati da un insegnante, anch’egli un ex-giovane del Centro.

Dopo la scena del mandato del Fondatore ai suoi missionari, segue la scena dell’inizio dell’ apostolato in Africa.

In un angolo del palco ci sono 2 suore che accolgono le mamme con i bimbi ammalati, in un altro i Fratelli Coadiutori che insegnano un mestiere agli africani, in un altro un Padre  che confessa…..

Le parti che i giovani svolgono sono state scritte da loro e rivelano come la personalita’ dell’Allamano, presentata loro durante la formazione,  li abbia colpiti e cosi’ la bellezza del suo carisma.

tz_04Nella nostra missione gestiamo anche una Scuola materna e anche i piccoli recitano queste parti durante le feste. Nel 2015 abbiamo avuto le celebrazioni della beatificazione dei Sr. Irene Stefani. Guidati dalle loro insegnanti, fecero  rappresentazioni molto belle: una piccola di 4 anni,  vestita da sr. Irene va a visitare gli ammalati con la sua borsetta del pronto soccorso. Ad ogni incontro, dopo aver dato la medicina, in risposta al grazie dell’ammalato, dice: Tutto per Gesu’.

Oltre ai momenti celebrativi c’e’ l’approccio singolo con i giovani quando emergono problemi famigliari, personali e di salute, e  la tentazione e’ ancora quella di cercare vie non cristiane per trovare soluzioni. Parecchie volte ci mettiamo insieme a pregare  per ottenere l’aiuto della SS. Consolata, del Beato Allamano, e della Beata Sr. Irene.  Ho notato molte volte che la serenita’ ritorna. Alcuni giovani vengono a chiedere l’immaginetta e la medaglietta del Fondatore e della Consolata e poi le intronano sul letto nel dormitorio comune.

Sono piccole esperienze ma cosi’ vive che ci danno speranza: questi nostri santi che hanno tanto amato gli africani,  avranno senz’altro una bella influenza sulla vita cristiana dei nostri giovani.

Sr Zita Amanzia Danzero, mc

 

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