La donna che cerca la dramma perduta

Parabole della misericordia parte II: Lc 15,8-10

Detail

“O quale donna, se ha dieci dramme e ne perde una, non accende la lucerna e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta. Così, vi dico, c’è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte”.

La parabola della dramma perduta è esclusiva di Luca, sembra che il testo sia uguale a quella della pecorella perduta, ma in realtà ha delle caratteristiche notevolmente diverse: la moneta si perde a casa … e questo è il secondo livello: la perdita.

La dramma era una moneta equivalente, più o meno, a un denaro, ossia la paga giornaliera che si dava a un bracciante. Anche in questa parabola, il vertice è racchiuso nell’esperienza di una perdita e di un ritrovamento. I due momenti non sono simultanei: il primo aspetto è quello della perdita.

Il secondo quello della gioia del ritrovamento, ma la gioia del ritrovamento è preceduta dal dolore per la perdita.

La perdita è un aspetto della nostra vita: il perdere qualche cosa o qualcuno genera dolore, confusione, angoscia… Perdere qualcuno che si ama è molto doloroso. Dopo una perdita importante, si possono provare diverse emozioni, come shock, rabbia e senso di colpa; a volte si può vivere come se la tristezza non ci dovesse lasciare mai più. In realtà questi vissuti, sebbene possano essere molto travolgenti, sono reazioni normali ed è importante accettarli come parte del processo di lutto e permettersi di provare ciò che si sente, inclusi la sensazione che sia un brutto sogno. Di fronte a una perdita grande si piò perfino mettere in discussione le proprie convinzioni religiose.

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“La perdita è un aspetto della nostra vita: il perdere qualche cosa o qualcuno genera dolore, confusione, angoscia…”

La perdita tocca anche la nostra vita, il nostro essere… invecchiamo! Invecchia il nostro corpo, invecchia il nostro sentire, i giovani ci guardano come gente ormai sorpassata… e a  volte ce lo fanno sentire… . Cosa facciamo con tutto questo? La perdita è una realtà della vita ma cosa significa questo… .

Ma andiamo alla parabola.

La dramma poteva essere una di quelle monetine con cui le donne arabe si ornano la fronte: è un piccolo capitale che le donne di casa non possono perdere, la portano sempre con sé sulla fronte; non se la tolgano mai, neppure quando dormono!

La protagonista di questa parabola è appunto una donna che perde una moneta e non si dà pace, accende la luce, spazza la casa, guarda accuratamente in ogni angolo, è agitata, la cerca con forza, con tutto il suo essere, impiegando tutte le sue energie.

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“In una perdita è necessario ritrovare il senso, ricuperare il perché delle cose.”

Le case di quel tempo, di solito, erano molto oscure, senza finestre; gli animali potevano entrarvi ed anche dormire in esse, per cui non sempre erano molto pulite. “Accende una lucerna, spazza la casa, la cerca accuratamente” sono i dettagli di una ricerca.

  1. La donna, quindi, accende la luce, perché altrimenti non potrà localizzare la sua preziosa moneta. La luce illumina tutt’intorno ogni oggetto. Quando il bagliore si rifletterà sulla moneta facendola brillare, allora potrà ritrovarla.

In una perdita è necessario ritrovare il senso, ricuperare il perché delle cose. Riconquistare il valore del nostro essere, forse a un altro livello, ma è necessario dare senso alla nostra esistenza… accendere la luce della fede!

  1. Questa donna pur avendo tante faccende da sbrigare appena si accorge di aver perduto una dramma, lascia stare tutto il resto. Prima tutto era urgente, adesso non c’è più niente di urgente, tranne il ritrovare la dramma perduta. Tutto il resto passa in secondo ordine. Pare veramente di vederla spazzare con accuratezza la casa, accendere la lucerna, cercare sotto tutti i mobili, finché non la ritrova. Lasciare tutto, darsi tempo per recuperare il valore perduto. Cercare spazi di vita, momenti di ricupero… . Avere il coraggio di lasciare tutto per ritrovare il senso proprio esistere…
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“Io sono responsabile di chi o di che cosa si è perso, anche se prima non me ne sono accorto … La perdita di un fratello o di una sorella, di una persona cara coinvolge anche noi.”
  1. La moneta si è persa in casa… Questa donna sente la responsabilità dell’accaduto… io sono responsabile di chi o di che cosa si è perso, anche se prima non me ne sono accorto … . La perdita di un fratello o di una sorella, di una persona cara coinvolge anche noi. La perdita di senso è un pericolo che ci insegue… Non troviamo più gusto nelle cose… la preghiera diventa monotona… si è perso il rapporto con Gesù… Lui è diventato quasi un estraneo nella mia vita. La fede non ci dice più niente, il rapporto con Gesù non mi manca più…

Eppure se manca anche una sola dramma la donna non può essere contenta, una vale mille, ha un valore per se stessa, è indispensabile. La donna non dice: “Ecco ne avevo dieci me ne rimangono ancora nove, poco importa che una vada perduta”. Questa è una logica umana, tante volte si desiste dal cercare, dal fare tutto il possibile per salvare qualcuno, perché in fondo non lo si ama veramente. Al contrario la donna della parabola non lascia perdere la dramma che si è perduta, ai suoi occhi quella moneta ha un valore assoluto a cui non può rinunciare senza sentirsi estremamente impoverita.

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“Dio non lascia perdere nessuno, su ciascuno ha posato il suo sguardo di amore e di misericordia, perché tutti noi siamo preziosi ai suoi occhi.”

Così Dio non lascia perdere nessuno, su ciascuno ha posato il suo sguardo di amore e di misericordia, perché tutti noi siamo preziosi ai suoi occhi, anche se ingrati e peccatori. Se, infatti, non siamo con Lui, nella sua casa, nella sua stanza, non si dà pace, questo è l’amore di Dio!

Il cuore di Dio ha un unico e grande desiderio: che ogni uomo non si perda e quantunque si perdesse la tenacia di Dio è quella di essere sempre e comunque in cerca dei suoi figli. La misericordia di Dio, è come un costante occhio che cerca ciò che non ha ancora trovato e desidera abbracciare ciò che si è perso. Una dramma è un bene prezioso, ma si è persa, si direbbe quasi che siamo davanti ad una sconfitta di Dio, e invece l’amore vince proprio cercando con ostinazione chi si era perduto. Il Dio di questa parabola è un Dio che va in cerca anche di uno solo. È la logica della pecorella perduta. Uno, uno solo di noi, e per di più sbandato, è sufficiente a mettere Dio in cammino, a muovere le sue “viscere” materne, ognuno di noi vale il suo sacrificio.

Per questa donna tutte e dieci le monete sono preziose, tanto che, appena ritrova quella perduta, “chiama le amiche, le vicine” per far festa, per condividere con loro la gioia di aver ritrovato la moneta, “rallegratevi con me”. Quando si ritrova qualcuno che si pensava perduto, “bisogna” far festa. Dio ragiona così quando noi torniamo alla sua casa, Dio ci accoglie così anche se arriviamo dopo aver buttato via il suo tesoro.

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“Uno, uno solo di noi, e per di più sbandato, è sufficiente a mettere Dio in cammino, a muovere le sue “viscere” materne, ognuno di noi vale il suo sacrificio.”

L’intensità della gioia di ritrovare ciò che era perduto è proporzionata all’amore che abbiamo per ciò che si è perso, ciò si può sperimentare anche nelle nostre esperienze umane. Dio ci ama di un amore immenso ed incontenibile. Tutta la storia della salvezza ne è una chiarissima e splendida dimostrazione.

E’ l’esperienza dell’Amore Misericordioso che si mette sulle nostre tracce, che ci cerca, che ci vuole venire a scovare nei nostri nascondigli, è lo stile di un Dio appassionato che non si cura delle monete lasciate al sicuro, che non delega la ricerca di quella perduta, ma che si mette in marcia per colmare il vuoto insopportabile delle distanze, che impazzisce di gioia quando ci riporta a casa.

Ognuno di noi dovrebbe veramente avere l’umiltà di riflettere sulla bontà di questo Padre per scoprire la presenza amorosa, paterna e materna di un Dio che non si stancherà mai si rincorrere il figlio in tutti i momenti della sua vita. Ogni uomo è avvolto dalla Sua misericordia. Siamo noi che spesso rifiutiamo l’amore del Padre, ma, nonostante questo rifiuto, il Signore continuerà sempre a cercarci per dare a ciascuno di noi la possibilità di essere un giorno veramente e per sempre “tutti con Lui”.

Riflessione personale

  • Assaporo l’esperienza dell’Amore Misericordioso che si mette sulle nostre tracce….
  • Ricupero l’esperienza del primo incontro con Gesù…
  • Gesù da ancora senso alla mia vita?
  • Raccolgo in preghiera la mia vita, la guardo, la rivedo… sento su di me il suo amore tenerissimo…. .

Renata Conti MC

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