Schiavitù e Vuuduu

La violenza psicologica dei riti Voodoo sulle giovani Nigeriane, vittime di tratta di esseri umani

“Sono tantissime le giovani psicologicamente distrutte dai riti voodoo”

Quando nel 1993 dopo 24 anni di missione in Kenya ho iniziato la mia nuova esperienza missionaria non più in Africa bensì in un centro della Caritas to Torino, ho scoperto la terribile realtà di donne Africane/Nigeriane vendute e comperate sulle nostre strade di città e campagne per il commercio di sesso a pagamento. Di fronte a questa terribile realtà e sfida missionaria la mia prima reazione è stata di sconcerto e indignazione per poi passare alla presa di coscienza e conoscenza della nuova realtà con conseguente impegno per entrare in questo terribile e umiliante mondo della notte e della strada e riscattare le nuove schiave del xxi secolo.

Impresa assai difficile perché questo nuovo servizio mi richiedeva il coraggio di spogliarmi dei miei pregiudizi e sicurezze, nonchè “togliermi i sandali” per penetrare il mondo sacro e inviolabile di queste giovani che scappavano dalla strada e chiedevano aiuto per sottrarsi a chi le cercava, comperava, usava a piacimento per poi ributtarle sulla strada come spazzatura: usa e getta.

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“La precedente esperienza missionaria in Africa con conseguente conoscenza della lingua e della cultura africana mi furono di grande aiuto per incontrare queste donne e porgere a loro una mano da sorella e madre .”

La precedente esperienza missionaria in Africa con conseguente conoscenza della lingua e della cultura africana mi furono di grande aiuto per incontrare queste donne e porgere a loro una mano da sorella e madre per aiutarle prima di tutto a lasciare la strada per poi accoglierle nelle nostre strutture, gestite in gran parte da religiose, e iniziare con loro un processo di recupero attraverso una reintegrazione umana e sociale. Impresa non facile ma possibile per ridare a queste giovani vita e speranza.

Rimaneva tuttavia da superare uno scoglio nei nostri rapporti con le vittime che non riuscivamo a penetrare, capire e affrontare adeguatamente. Erano i famosi riti voodoo che queste giovani erano costrette dai trafficanti a sottoporvisi prima della loro partenza per “la terra promessa”. Questi riti di magia nera venivano effettuati davanti allo stregone del villaggio con la scusa di chiedere prima di tutto la benedizione degli spiriti e la protezione degli antenati per ottenere un viaggio favorevole e un lavoro fecondo. Nello stesso tempo avevano lo scopo di stipulare un contratto, tra la vittima e lo sfruttatore quale patto di sangue che esercitava una forza psicologica fortissima sulla giovane donna, spesso analfabeta e proveniente da una famiglia molto povera di beni materiali ma ricca di figli da mantenere e mandare a scuola. Su questa realtà i trafficanti, uomini e in maggioranza donne, hanno costruito un vero espediente fatto di promesse, inganni e ritorsioni. Questi riti esercitano un forte impatto psicologico e vengono usati come arma di rappresaglia imposte con minacce e paure per ottenere da parte della vittima una totale sottomissione a chi le avrebbe portate in Europa.

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“Questi riti mentre da una parte terrorizzavano le vittime dall’altra parte i trafficanti si assicuravano la garanzia di non perdere i loro ingenti guadagni.”

Naturalmente nulla veniva menzionato di prostituzione sulle strade come lavoro per rimborsare chi le aveva portate in Italia e tantomeno della somma pattuita di cui le giovani non capivano il valore e le conseguenze. Durante una lunga seduta fatta di abluzioni, di sputi, di polveri, di raccolta di indumenti e parti intime della giovane venivano rinchiusi con un lucchetto in un sacchetto la cui chiave veniva consegnata al trafficante, che poteva riaprirlo qualora il giuramento veniva violato e lo spirito ivi racchiuso veniva liberato per colpire sia la vittima come pure i membri della sua famiglia. Questi riti mentre da una parte terrorizzavano le vittime dall’altra parte i trafficanti si assicuravano la garanzia di non perdere i loro ingenti guadagni che la giovane avrebbe dovuto consegnare lavorando sulla strada, specie di notte, vendendo a chiunque lo richiedeva, il suo giovane corpo insieme ai suoi sogni, alle sue speranze e alla sua giovinezza.

A quel tempo il prezzo del riscatto era di 50 -70.000 lire mentre oggi si sono tramutati in altrettanti Euro. Frutto di una terribile violenza psicologica perpetrata con l’inganno e l’ignoranza basata sulla credenze negli spiriti ancestrali.

Qualora la giovane rivelasse nomi, luoghi o altri particolari sull’organizzazione criminale e sulle maman oppure se tentasse di fuggire senza saldare il suo debito, allora lo spirito cattivo, rinchiuso nel sacchetto, veniva messo in libertà e si vendicava o sulla vittima o sulla sua famiglia. Quante giovani ho incontrati in questi lunghi anni psicologicamente distrutte ossessionate da questi riti e dalla vendetta degli spiriti.

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“Un aspetto molto importante per una vera guarigione interiore viene fatto attraverso incontri di preghiera basati sulla Parola di Dio.”

Di fronte a questo scenario che abbiamo scoperto e capito dai loro stessi racconti di donne liberate da questi incubi perché vivevano ormai in luoghi protetti, anche noi operatori e operatrici, specie nelle case di accoglienza, abbiamo intensificato il lavoro di liberazione di queste giovani contrapponendo la forza del male con quella del bene, frutto di ascolto, di accoglienza, di solidarietà e gratuita per creare rapporti di fiducia. Un aspetto molto importante per una vera guarigione interiore viene fatto attraverso incontri di preghiera basati sulla Parola di Dio. Le nigeriane che noi accogliamo sono tutte di varie denominazioni cristiane quindi hanno in comune la Parola di Dio. La corona del Rosario che tutte si mettono al collo da’ a loro una certa sicurezza contro le forze degli spiriti cattivi di cui tutte hanno il terrore che si possono vendicare.

Tutte le ragazze incontrate anche di notte sulle strade ci chiedono sempre come dono la Bibbia e il rosario nonché ci chiedono di pregare con loro e per loro per superare quel senso di colpa e di vergogna che si portano dentro di cui non riescono a liberarsi se non dopo tanto accompagnamento e offerta di sicurezza per loro e per le famiglie. La rappresaglia sulla famiglia è molto usata dai trafficanti qualora la figlia scappa dalla strada e soprattutto quando non finisce di pagare il suo debito.

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“Dobbiamo riscoprire i valori veri del rispetto e del valore di ogni persona, mai più schiave ma persone libere.”

Di fronte a questo terribile scenario di tante giovani sfruttate sulle nostre strade e distrutte nella loro dignità non c’è che una risposta concreta che possa bloccare questo terribile flusso di vittime: la condanna della richiesta di sesso a pagamento. Purtroppo nella nostra società del consumo dove oggi tutto si può desiderare, comperare e usare, persino il corpo di una minorenne, dobbiamo riscoprire i valori veri del rispetto e del valore di ogni persona, mai più schiave ma persone libere.

sr. Eugenia Bonetti MC

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