Verso il nuovo: il Collegio Santa Teresita

Suor Ruby ci racconta la sua esperienza nel Collegio Santa Teresita di Mendoza, in Argentina

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Suor Ruby (al centro) nella cappella del Collegio

Sono arrivata in Argentina a metà gennaio dell’anno scorso, e sono stata destinata alla missione di Mendoza, nel Collegio Santa Teresina, e qui mi trovo attualmente: oltre ad accompagnare le attività della scuola, seguo anche un gruppo di giovani in discernimento vocazionale.

Arrivando a Mendoza, ho trovato un Collegio in processo di cambio, e in questo articolo vorrei condividere con voi i passi dati fino ad oggi e la riflessione che li ha guidati.

Il passaggio della gestione del Collegio al personale laico.

La riflessione sulla Parola di Dio: “Io sono la vite, voi i tralci… date frutto uniti a me…” ha illuminato il processo, che si è sviluppato secondo vari aspetti:

  • credere nella capacità dell’altro
  • offrire opportunità per lo sviluppo dei doni
  • sviluppare creatività e apprezzare la bellezza della diversità
  • dar fiducia, aprendoci alla collaborazione reciproca, più ampia
  • potenziare nuove iniziative, adattandoci alle culture e ai tempi
  • aiutare la crescita verso la responsabilità
  • coltivare la comunione, lo spirito di famiglia desiderato da Padre Fondatore, il Beato Giuseppe Allamano

Si sono realizzate varie riunioni  con la presenza delle sorelle, del personale direttivo e dei genitori degli studenti la cui finalità era una coscientizzazione, confronto con altre istituzioni educative, tra le quali i Collegi IMC Consolata (Guaymallén di Mendoza) e San Francisco (Córdoba)

A metà 2013 si è iniziato un processo di rinnovamento nel Collegio Santa Teresita: cambio nella direzione della scuola superiore e passaggio della rappresentanza legale a un laico (fino a quel momento una sorella si occupava di questo ruolo).

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i ragazzi in formazione nel cortile interno del Collegio

Per coprire la direzione delle superiori è stato pensato un processo di selezione aperto a coloro che ne erano interessati, che dovevano presentare un progetto di gestione educativa e sottoporsi ad altri tipi di valutazione. La professoressa Eliana Quiroga nel novembre di quell’anno è diventata la direttrice del Collegio e si è dimostrata molto competente, oltre che aperta a integrare la pedagogia allamaniana e il carisma al suo lavoro.

Per tutto il 2014 si è respirata aria di novità nel Collegio, e nonostante la sfida del cambio – che normalmente come esseri umani si deve affrontare – il clima vissuto era di un lavoro armonico.

In questo anno si è deciso che la Direttrice delle Superiori si adattasse alla sua funzione, organizzando amministrativamente e tecnicamente l’equipe di precettori, la segreteria, i docenti, i genitori e gli alunni): è stato un salto, un cambio non indifferente nel Collegio.

A fine anno si valutavano come positivi alcuni cambi di gestione e amministrazione, cosicché nel 2015 si passa ad un altro cambio: la rappresentanza legale passa nelle mani del Professor Norberto, e non più come responsabilità di una suora missionaria.  Si conformano così un’ equipe direttiva, un equipe di coordinamento della Pastorale, con a capo Camila Rozales, che insieme alle sorelle inizia a lavorare nel progetto di gestione educativa che ha come pilastri la comunità e la missione, con forte accento nella pedagogia allamaniana.

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il Beato Allamano guida i passi del Collegio

In quest’anno si cambiano anche i direttivi della scuola primaria. In questa nuova organizzazione le Missionarie della Consolata disimpegnano un nuovo ruolo:

  • accompagnamento generale di tutti i settori ed equipes
  • pastorale dell’ascolto
  • accoglienza di genitori e alunni, rispettando i ruoli
  • accompagnamento spirituale
  • speciale attenzione alla catechesi e all’applicazione della Metodologia Allamaniana
  • coltivare l’amore alla Consolata e al Fondatore
  • promozione vocazionale
  • attenzione al Carisma, perché la comunità educativa sia una famiglia che viva concretamente il messaggio di Gesù: “Amatevi gli uni gli altri”, “Che tutto siano UNO”.

Tutti questi passi hanno dato il loro frutto: oggi si respira un buon clima di lavoro e di convivenza e si sono concretizzati alcuni sogni, tra cui l’inaugurazione di un cappella nel Collegio, che permette di avere uno spazio fisico per la crescita spirituale, ponendo al centro della struttura un’oasi di incontro con Dio e di pace.

Ringrazio l’opportunità di stare in questo ambito di lavoro, che considero una grande ricchezza, è come un ventaglio che si apre ogni giorno di più al mondo missionario. Così come ringrazio le sorelle che, passando qui, hanno fatto tanto del bene e hanno dato inizio al processo di cambio.

Suor Ruby Idali Sánchez

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