I nostri Santi

Conosci i Santi della nostra famiglia

“Ecco, o miei cari, la santità che io vorrei da voi: non miracoli ma far tutto bene. Farci santi nella via ordinaria”. (Beato Giuseppe Allamano)

Beato Giuseppe Allamano (1851-1926)

Sacerdote diocesano di Torino, il canonico Allamano fu rettore del Santuario della Consolata per ben 46 anni. Fin da giovane nutrì una grande passione missionaria, ma per varie ragioni non poté partire. Come formatore di seminaristi e sacerdoti, sognò per anni la creazione di un Istituto per le missioni estere. Dopo un grave malattia che lo portò quasi alla morte, il 29 gennaio 2001 fondò l’Istituto Missioni Consolata per sacerdoti e fratelli coadiutori. Il primo campo di lavoro fu il territorio dell’attuale Kenya.

Nel 1910 iniziò l’Istituto delle Suore Missionarie della Consolata.

Oltre alla cura del Santuario della Consolata, che nella sua epoca divenne un centro spirituale per la città e la diocesi di Torino, e la fondazione e direzione dei due Istituti missionari, il Beato Allamano era molto attento al fermento sociale e culturale del suo tempo. Con il suo stile silenzioso – “Il bene va fatto bene e senza rumore”, ricordava ai suoi missionari, riprendendo le parole di suo zio, San Giuseppe Cafasso – accompagnò molte persone nella direzione spirituale e incoraggiò e sostenne iniziative sociali, come pure la nascente stampa cattolica.

Morì a Torino il 16 febbraio 1926 e fu beatificato a Roma, da papa San Giovanni Paolo II, il 7 ottobre 1990.

Per saperne di più, CLICCA QUI

Beata Irene Stefani (1891-1930)

Mercede Stefani nacque ad Anfo (BS). Appena ventenne, entrò nell’Istituto Suore Missionarie della Consolata recentemente fondato: era il 1911. Ricevette il nome di Suor Irene.

Dopo la prima formazione e la consacrazione religiosa, prima che la Guerra Mondiale chiudesse ogni possibilità di viaggio, partì per il Kenya, alla fine del 1914.

Durante il periodo bellico, fu mandata come crocerossina negli ospedali militari; finita la guerra suor Irene torna tra il popolo kikuyu, e vive per una decina di anni a Gekondi, dove insegna nella scuola della missione, assiste i malati, accompagna i morenti, aiuta le giovani nella loro formazione, scrive lettere a lume di lanterna per la gente che ancora non sa scrivere. Dove lo trova tutto questo tempo e l’energia per farlo? “Amerò la carità più di me stessa”

Suor Irene si dedica totalmente alla sua gente, e lo fa con un amore e una dolcezza unici, tanto che la gente la ribattezza: “Nyaatha”, un nome kikuyu che vuol dire: “La misericordia fatta persona”.

Nel 1930 scoppia un’epidemia di peste, che viene contratta anche da Julius, un giovane ed ambizioso maestro locale che aveva dato non pochi problemi alla missionaria. Suor Irene lo assiste fino al suo ultimo respiro, ammalandosi lei stessa. In pochi giorni Nyaatha muore a soli 39 anni: è il 31 ottobre 1930.

Nel 2015 suor Irene viene beatificata in Kenya, il 23 maggio, a Nyeri.

Per saperne di più, CLICCA QUI

Serva di Dio Leonella Sgorbati (1940-2006)

Suor Leonella Sgorbati nasce a Rezzanello (PC) nel 1940. Entra nell’Istituto delle Suore Missionarie della Consolata a 23 anni. Dopo la prima formazione in Italia, giovane suora si trasferisce in Inghilterra dove studia come infermiera ed ostetrica.

Finiti gli studi, la sua destinazione missionaria è il Kenya. Suor Leonella ha un cuore grande e sensibile alle necessità della gente, ed un amore forte verso la famiglia religiosa e il carisma missionario.

Nel 2000 inizia a concretizzare un sogno: la preparazione di infermieri ed ostetriche somali nel centro SOS di Mogadiscio. La situazione in Somalia è difficile: la guerra continua e i gruppi islamici estremisti rendono complicata la presenza delle sorelle, che lavorano nell’unico ospedale funzionante, gestito dalla ONG “SOS children”.

Nonostante tutto, anno dopo anno, il primo gruppo di studenti raggiunge il diploma, riconosciuto a livello internazionale, grazie agli sforzi di suor Leonella: nel 2006 avviene la prima cerimonia di consegna dei diplomi. La notizia agita gli animi di alcuni fondamentalisti: pensano sia un’iniziazione alla religione cristiana. Nel settembre giunge anche in Somalia la notizia delle agitazioni del mondo musulmano per alcune parole dette dal papa Benedetto a Ratisbona: a Mogadiscio sembra tutto tranquillo, tuttavia domenica 17 settembre, verso mezzogiorno, mentre suor Leonella ritorna a casa dopo le lezioni all’ospedale, viene uccisa da sette colpi di arma da fuoco: muore dopo poco, inutili i tentativi di salvarla. Le sue ultime parole sono: “Perdono, perdono, perdono!

E’ in processo la causa di riconoscimento del martirio.

Per saperne di più, CLICCA QUI

Share