“Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace”

GIORNATA MONDIALE DELLA PACE. Messaggio di Papa Francesco

1°. Gennaio 2018

“Osservando i migranti e i rifugiati, questo sguardo saprà scoprire che essi non arrivano a mani vuote: portano un carico di coraggio, capacità, energie e aspirazioni, oltre ai tesori delle loro culture native, e in questo modo arricchiscono la vita delle nazioni che li accolgono. Saprà scorgere anche la creatività, la tenacia e lo spirito di sacrificio di innumerevoli persone, famiglie e comunità che in tutte le parti del mondo aprono la porta e il cuore a migranti e rifugiati, anche dove le risorse non sono abbondanti” (Papa Francesco)

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Auguri di buon Natale e di un felice Anno Nuovo ai nostri lettori!

E’ NATALE, Cristo è nato per noi, come non esultare insieme per celebrare questo grande mistero d’AMORE. Oggi la salvezza entra nei nostri cuori e ci rende persone nuove.  Oggi il Signore viene in ciascuno di noi, nasce in noi e ci fa rinascere.   Lasciamoci incontrare da Lui che è venuto nel mondo per abitare in noi, e per essere il nostro Salvatore. Lasciamoci trovare, toccare, accarezzare, e abbracciare dalla tenerezza che salva.

Affidiamo a Maria ogni realtà che viviamo perché come Lei ha accolto nel suo grembo il Dio che si è fatto carne possiamo anche noi accoglierlo e contemplare questo miracolo della bontà divina, che dilata i nostri orizzonti e i nostri cuori.

Il Signore vi benedica e giunga a ciascuno di voi il nostro più affettuoso augurio di BUON NATALE!

 

Madre Simona Brambilla, 

Superiora Generale,

Suore Missionarie della Consolata

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Il mio cammino con la Consolata

Testimonianza di una giovane keniana, in cammino con la Consolata

Sono cresciuta  in un villaggio sperduto nel cuore dell’Africa, rinchiuso tra campi e  colline e lo ritengo una benedizione. Lì ci eravamo solo noi, la natura e gli animali domestici e selvatici, e si  viveva  felici. Già presto al mattino sentivi un chiaccherio di chi si avviava   salutando; il fumo si alzava  in armonia da diverse case;  mamma si svegliava  presto per iniziare la sua giornata.

Io mi affrettavo a correre in chiesa per servire la Messa. Ero innocente. Mi ero unita ai chierichetti  a undici anni col solo pensiero di aiutare il Sacerdote quando si lavava le mani e per essere a sua disposizione se aveva bisogno di qualche cosa sull’altare o dalla sacrestia.

Mi piaceva stare in chiesa specialmente con i miei cugini e miei amici dell’Infanzia Missionaria  e di un altro gruppo. Nel fine settimana spendevamo tutto il giorno nei locali della parrocchia e naturalmente ci passavamo alla sera dopo la scuola. Che cosa ci attirava? Non lo sapevamo e non ce lo chiedevamo neanche, ma eravamo sempre in parrocchia ogni sabato per pregare il rosario con gli animatori dell’Infanzia Missionaria. Non conscevamo l’Australia o l’Asia ma pregavamo per tutti i continenti.

Sono cresciuta conoscendo che Maria è la madre di Gesù e che ogni volta che pregavamo il rosario era contenta di noi e avrebbe chiesto a Dio di rispondere alle nostre preghiere. Amavo la Madonna tanto tanto. I suoi occhi misericordiosi, la tenerezza del suo volto mi attiravano.

Anche in casa, mia mamma aveva praticamente fatto diventare un santuario della Madonna la stanza di soggiorno, con le varie immagini della Madonna che vi erano appese. Qualche volta seduta sul sofà me ne stavo lì a gurdarle. Sapevo che era presente e ci proteggeva, intercedeva per noi. Provavo una gioia interiore ogni volta che pregavo il rosario.

Ero interessata a conoscere di più chi fosse la Madonna e il mio interesse divenne realtà quando nel 2008 entrai nella scuola secondaria  a Wamba tenuta dalle suore Misisonarie della Consolata. Là è dove ho posto le mie radici spirituali. Ho imparato tanto dalle tre suore che dirigevano la scuola nelle diverse attività: Suor Carletta Bondi, suor Anna Lucia Piredda e Suor Cesarina Mauri.  Lavoravano insieme senza sosta per il ben di ciascuna di noi e sapevano pregare.

Vedevo spesso suor Anna Lucia pregare il rosario mentre camminava su e giù per i corridoi o nel territorio della scuola. Lei era convinta del potere che il rosario aveva presso Dio. Negli incontri di Azione Cattolica, insisteva perché fossimo oneste e facessimo sempre il bene. Io la incontravo personalmente nel suo ufficio per essere da lei guidata. Mi ha aiutata a crescere nel bene, a sperare e a vedere il bene in tutti. Era come una mamma per me. Mi parlava molto della Consolata come Madre e il mio amore per la Madonna Consolata si approfondiva. Gradualmente venni a capire il vero significato del nome  Consolata.

Nel mio tempo libero visitavo la cappella e mi siedevo a guardare mia Madre e lei si rivelava a me nel silenzio. Pensavo alle misionarie presenti e passate e ai sacrifici che avevno fatto per portarci la buona notizia di consolazione fino ai più remoti angoli della brughiera, rispondendo ad  una chiamata, e mi chiedevo: “Se queste misisonarie non fossero venute avrei io potuto conoscere Gesù? Saprei il significato di consolazione?”  A volte mi veniva da piangere ripensando a suor Leonella Sgorbati, morta perché voleva consolare e confortare la gente così come Maria e Gesù. Pensavo anche a tanta gente sulla terra che sta soffrendo. Persone  oppresse, senza speranza, nelle tenebre. Allora desideravo di poterle raggiugere e parlare loro della Consolata, nostra madre. Dire loro che c’è Consolazione, che qualcuno pensa a loro e li ascolta. Volevo uscire dalla cappella e e raggiungere le terre più lontane per parlare della Consolazione.

Così dissi a suor Anna Lucia: “Io voglio farmi suora”. Lei, guardandomi fissa negli occhi,  mi rispose con un sorriso: “Per adesso impegnati a studiare. Dio si prende cura del resto fino a che arrivi il tuo tempo” .

Incominciai a frequentare le giornate di ritiro al centro di Spiritualità di Gitoro. Nel silenzio scoprii che c’è più gioia nel dare che nel ricevere; che portare Gesù Vera Consolazione richiede sacrificio. L’esempio di Maria che accettò la chiamata a portare la Consolazione al mondo e si fidò completamente di Dio, mi fu di aiuto a decidere che cosa volevo per la  mia vita. Incominciai a vedere che cosa ero disposta a lasciare per poter fare ciò che davvero desideravo.

Quando lasciai la scuola ero una persona che aveva ricevuto molto per la  mia vita. Posso affermare che nelle difficoltà, nelle sfide, nei dolori ho sempre saputo come affrontarli e consolare me stessa e gli altri attorno a me. Io ero sicura che mia Madre Maria era sempre presente per aiutarmi.

Era mio desiderio trovare il modo di far sentire a molta gente  l’amore di Dio e attraverso il mio talento musicale potevo raggiungere la gente attraverso le mie esecuzioni, ma non ero soddisfatta. Sentivo il bisogno di fare di più per confortare la gente, di essere più vicina a loro.
Oggi sono felice mentre, passo dopo passo, sto entrando a far parte della famiglia della Consolata per portare luce e consolazione al nostro mondo. Gli esempi di suor Anna Lucia che mi è stata maestra di preghiera e guardando a Maria come alla nostra consolatrice e tenera madre che sempre ascolta i suoi figli, a suor Leonella che mi ha insegnato ad amare il vangelo e ad esser pronta a donare la vita come ha fatto Gesù, alla Beata Irene che ha piantato in me i semi dell’umiltà e della carità, e a tutte le suore missionarie della Consolata che  hanno seminato in me i semi della speranza, del coraggio e del sacrificio sento che sono luce sul mio cammino.

Per me “Consolazione” è una chiamata ad amare e a servire  perchè ho sperimentato l’abbondanza dell’amore di Dio nel mio cuore. Il servizio è conseguenza dell’amore. Accettare le diversità, vede-re del buono in ognuno, prendersi cura di chi ha bisogno, dare il meglio di noi stesse perché la gran-dezza è misurata dal modo con cui trattiamo gli altri, è questo che definisce “consolazione” per me.

Winnie Joan Naanyu, Ex Studente di: St. Teresa Girls Secondary School, Wamba, Kenya

 

questo articolo è stato pubblicato su Andare alle Genti

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Testimoniare la forza trasformatrice del Vangelo.

Papa Francesco ci invita a riflettere e pregare sulla missione al cuore della fede cristiana, dicendo che “il mondo ha essenzialmente bisogno del Vangelo di Gesù Cristo. Egli, attraverso la Chiesa, continua la sua missione di Buon Samaritano, curando le ferite sanguinanti dell’umanità, e di Buon Pastore, cercando senza sosta chi si è smarrito per sentieri contorti e senza meta. E grazie a Dio non mancano esperienze significative che testimoniano la forza trasformatrice del Vangelo”.

In occasione della giornata Missionaria Mondiale (22 ottobre, 2017) tanti cristiani nel mondo siamo in comunione gli uni gli altri, nella preghiera e nella condivisione delle esperienze missionarie, che testimoniano la gioia della fede e della vita trasformata con la forza del Vangelo.

Vediamo questa galleria fotografica delle Suore Missionarie della Consolata, in missione…risposta di fede alla chiamata di Dio.

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MISSION IS POSSIBLE

È in programma, a Brescia, dal 13 al 15 ottobre, Il primo festival della missione.  Un festival, naturalmente a porte aperte che permette sperimentare la missione attraverso diversi eventi: testimonianze missionarie,  momenti di preghiera, mostre fotografiche, concerti, tavole rotonde, spettacoli…

Molti Istituti Missionaria, tra cui le Suore Missionarie della Consolata, hanno dato una risposta positiva e immediata come segno di apertura e disponibilità per collaborare, ma soprattutto per condividere il dono della missione, come parola di vita, parola di Gesù, che non si può nascondere, ma che è urgente condividere, perché “ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita…vi annunziamo” (1Gv 1,  1-3).

Lo slogan di questo festival: “Mission is possibile” ci ricorda che un nuovo annuncio del Vangelo è possibile, soprattutto innanzi alle sfide del oggi e alla necessità di condividere il dono di Dio Consolatore, in piena sintonia con la Chiesa “in uscita” sulla quale Papa Francesco molto speso ci fa allusione.

Per conoscere di più su questo grande evento missionario e per partecipare, guardare il sito www.festivaldellamissione.it

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Preghiera al porto

In questo periodo estivo, l’impegno particolare per i migranti e rifugiati è all’Hot Spot al porto di Taranto.

Sr. Vitalma lungo l’anno si recava già al porto di Taranto per la visita a bordo delle navi mercantili e  per  un momento di preghiera con l’equipaggio.

Da vari mesi l’impegno si è concentrato all’Hot Spot con i rifugiati. Anch’io mi sono aggiunta a queste visite all’Hot Spot ed è commovente incontrare questi nostri fratelli e sorelle provenienti da varie parti del mondo, ma soprattutto dall’Africa.

A noi è dato un permesso speciale per incontrare i cristiani. E’ molto bello vedere la loro fede viva, sentirli pregare e anche cantare. Tanti hanno molta nostalgia delle loro famiglie e della loro Terra, la preghiera dona loro consolazione e speranza!

Non possiamo fare molto: Ascoltiamo (in particolare la DONNA), preghiamo insieme e doniamo loro quel poco possibile come un’immagine della Madonna e una corona del Rosario. Il più è quello che riceviamo, il dono della loro fede viva  e della loro condivisione!

Portiamo nel cuore e nelle orecchie quelle preghiere in tante lingue diverse: inglese, francese, kiswahli, tigrino (Eritrea)… Oggi c’era un giovanotto dell’Eritrea che nella sua lingua (tigrino), cercava in tutti i modi di cantare e raccontarci la bellezza della liturgia cristiana della sua Terra! Era dispiaciuto che non sapevamo la sua lingua ma l’abbiamo incoraggiato dicendogli che avrebbe fatto prima lui cosi giovane ad apprendere la nostra!

Il più delle volte quando ritorniamo all’Hot Spot non troviamo più gli stessi volti perché sono già partiti per altri luoghi d’Italia o d’Europa, ma tutti hanno in sé una carica di speranza e di vita!!!

suor Maria Marangi, mc

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IL FRUTTO DELLA VERA EDUCAZIONE….

Educare è come seminare: il frutto non è garantito e non è immediato, ma se non si semina è certo che non ci sarà raccolto (Carlo Maria Martini).

È una convinzione che l’educazione, contribuisce a costruire ponti e a trovare nuove risposte alle molte sfide del nostro tempo; allo stesso tempo  l’educazione, nella sua dinamica genera vita, “una vita tesa alla ricerca del bello, del buono, del vero e della comunione con gli altri per una crescita comune” (Papa Francesco).

Noi Suore Missionarie della Consolata sappiamo che  questa vita che si manifesta in un desiderio soprattutto dei più giovani, si trova anche nei frutti di un popolo educato. Sin dall’inizio abbiamo contribuito alla missione della chiesa, offerto nell’ambito educativo, orientato sempre al servizio della crescita alla piena maturità umana della persona camminando con loro nelle varie tappe di crescita.

Vediamo questa galleria fotografica che mostra il lavoro di educazione e formazione nei diversi contesti missionari.

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La Consolata nella mia vita

Da donna a donna. Da figlia a Madre: una relazione che colma di presenza la vita.

20 giugno: è la festa della Madonna Consolata! Da devozione locale per il popolo piemontese, la Consolata è oggi madre di molti figli sparsi nel mondo, che l’hanno conosciuta attraverso missionari e missionarie della Consolata, e che ora fa parte della loro vita con molta significatività.

Ecco a voi, cari Lettori, un mosaico di testimonianze di donne che hanno trovato nella Consolata una Madre, una presenza, una fonte inesauribile di consolazione.

“La mia relazione con Maria Consolata inizia circa 25 anni fa. La “Madre della consolazione”, “Consolata e Consolatrice”: queste espressioni attiravano la mia attenzione fin dal primo momento. La madre di Gesù fu consolata e oggi consola i suoi figli… non sarà che pure mi vuole consolare? Mi facevo questa domanda… e una sera di 13 anni fa, quando mi ritrovai sola in una situazione molto dolorosa, senza sapere cosa fare, ho messo la mano nella tasca, e lì si trovava lei: un’immagine della Consolata. In quel momento ho capito le parole che tanto mi toccavano: lei era la consolazione di cui avevo bisogno, lei mi accompagnava nel silenzio da molto tempo. Oggi posso dire che mi sono consacrata a lei, oggi dico con orgoglio e molto amore che sono Laica Missionaria della Consolata grazie a lei. E ringrazio Dio perché mi ha dimostrato in modo concreto il suo amore: mi ha dato una Madre Consolatrice affinché anch’io possa consolare gli altri”. (Betty Lopez, missionaria della Consolata argentina)

“La Consolata per me è quella madre attenta verso sua figlia. La sua presenza nella mia vita è reale e concreta, è più vissuta che pensata, più del cuore che della testa. Ogni Lunedì vado alla cappella più vicina di casa: la Sacra Famiglia, per la condivisione della Parola. E’ situata in una periferia urbana dove i residenti provengono per lo più dal Nord del Mozambico. Ma più che pensare nella loro origine, è da ammirare la fede e la semplicità delle loro condivisioni, una fede veramente incarnata nella realtà quotidiana. Ogni settimana ritorno a casa contenta per aver condiviso e ricevuto da questo gruppo. Mi edifica pensare che attrvaerso questi mezzi che la consolazione si espande, così è stato per Maria: nella sua vita è stata portatrice di consolazione” (Suor Julia Wambui Muya, suora missionaria in Mozambico)

“Sinceramente, non sono stata mai molto “mariana”… la mia fede è cresciuta a contatto con la Parola e nella relazione con Gesù Cristo. Alle volte mi facevo qualche scrupolo… essere missionaria della Consolata e non essere mariana… E poi, semplicemente, l’ho incontrata: mi trovavo lontana dalla mia missione tanto amata, e ne soffrivo molto. Sapevo il perché del distacco, ma il cuore piangeva. Ed ecco che, non sapendo che altro fare, le ho detto: “Maria, prendimi come tua figlia e proteggimi!”. Subito, mi sono sentita avvolta dal suo manto, mi sono sentita in braccio a lei, mi sono sentita figlia. Finalmente, e davvero, DELLA Consolata!” (Suor Stefania Raspo, missionaria della Consolata in Bolivia)

 

 

 

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Giovani, voi aspirate a “prendere il volo”

“Quando Dio tocca il cuore di un giovane, di una giovane, questi diventano capaci di azioni veramente grandiose. Le “grandi cose” che l’Onnipotente ha fatto nell’esistenza di Maria ci parlano anche del nostro viaggio nella vita, che non è un vagabondare senza senso, ma un pellegrinaggio che, pur con tutte le sue incertezze e sofferenze, può trovare in Dio la sua pienezza” (Papa Francesco, giornata mondiale della gioventù 2017)

Le Missionarie della Consolata accompagnando i giovani li aiutano ad essere protagonisti della propria  storia e capaci di decidere per il loro futuro.

Queste fotografie rispecchiano alcune delle nostre presenze tra i giovani.

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UNA SCELTA PER LA VITA

La società di oggi propone incessantemente un profilo di essere umano perfetto, senza nessun difetto, senza difficoltà, per cui il dolore e la malattia sono esperienze che vengono sempre più oscurate, sottovalutate, se non ignorate. Però la malattia come esperienza di dolore e di limite è stata sempre una compagna di viaggio che coinvolge tutta la persona

In occasione della giornata Mondiale del Malato  (11 febbraio 2017) Papa Francesco insiste che “possiamo trovare nuovo slancio per contribuire alla diffusione di una cultura rispettosa della vita, della salute e dell’ambiente; un rinnovato impulso a lottare per il rispetto dell’integralità e della dignità delle persone, anche attraverso un corretto approccio alle questioni bioetiche, alla tutela dei più deboli e alla cura dell’ambiente”

Le Suore Missionarie della Consolata, fin dalla fondazione, si sono impegnate nel campo della salute, come scelta Evangelica, ad esempio di Gesù che cura e si prende cura del malato integrandolo nella comunità perché questa si assuma la responsabilità per la scelta per la vita.

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