Testimoniare la forza trasformatrice del Vangelo.

Papa Francesco ci invita a riflettere e pregare sulla missione al cuore della fede cristiana, dicendo che “il mondo ha essenzialmente bisogno del Vangelo di Gesù Cristo. Egli, attraverso la Chiesa, continua la sua missione di Buon Samaritano, curando le ferite sanguinanti dell’umanità, e di Buon Pastore, cercando senza sosta chi si è smarrito per sentieri contorti e senza meta. E grazie a Dio non mancano esperienze significative che testimoniano la forza trasformatrice del Vangelo”.

In occasione della giornata Missionaria Mondiale (22 ottobre, 2017) tanti cristiani nel mondo siamo in comunione gli uni gli altri, nella preghiera e nella condivisione delle esperienze missionarie, che testimoniano la gioia della fede e della vita trasformata con la forza del Vangelo.

Vediamo questa galleria fotografica delle Suore Missionarie della Consolata, in missione…risposta di fede alla chiamata di Dio.

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MISSION IS POSSIBLE

È in programma, a Brescia, dal 13 al 15 ottobre, Il primo festival della missione.  Un festival, naturalmente a porte aperte che permette sperimentare la missione attraverso diversi eventi: testimonianze missionarie,  momenti di preghiera, mostre fotografiche, concerti, tavole rotonde, spettacoli…

Molti Istituti Missionaria, tra cui le Suore Missionarie della Consolata, hanno dato una risposta positiva e immediata come segno di apertura e disponibilità per collaborare, ma soprattutto per condividere il dono della missione, come parola di vita, parola di Gesù, che non si può nascondere, ma che è urgente condividere, perché “ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita…vi annunziamo” (1Gv 1,  1-3).

Lo slogan di questo festival: “Mission is possibile” ci ricorda che un nuovo annuncio del Vangelo è possibile, soprattutto innanzi alle sfide del oggi e alla necessità di condividere il dono di Dio Consolatore, in piena sintonia con la Chiesa “in uscita” sulla quale Papa Francesco molto speso ci fa allusione.

Per conoscere di più su questo grande evento missionario e per partecipare, guardare il sito www.festivaldellamissione.it

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Preghiera al porto

In questo periodo estivo, l’impegno particolare per i migranti e rifugiati è all’Hot Spot al porto di Taranto.

Sr. Vitalma lungo l’anno si recava già al porto di Taranto per la visita a bordo delle navi mercantili e  per  un momento di preghiera con l’equipaggio.

Da vari mesi l’impegno si è concentrato all’Hot Spot con i rifugiati. Anch’io mi sono aggiunta a queste visite all’Hot Spot ed è commovente incontrare questi nostri fratelli e sorelle provenienti da varie parti del mondo, ma soprattutto dall’Africa.

A noi è dato un permesso speciale per incontrare i cristiani. E’ molto bello vedere la loro fede viva, sentirli pregare e anche cantare. Tanti hanno molta nostalgia delle loro famiglie e della loro Terra, la preghiera dona loro consolazione e speranza!

Non possiamo fare molto: Ascoltiamo (in particolare la DONNA), preghiamo insieme e doniamo loro quel poco possibile come un’immagine della Madonna e una corona del Rosario. Il più è quello che riceviamo, il dono della loro fede viva  e della loro condivisione!

Portiamo nel cuore e nelle orecchie quelle preghiere in tante lingue diverse: inglese, francese, kiswahli, tigrino (Eritrea)… Oggi c’era un giovanotto dell’Eritrea che nella sua lingua (tigrino), cercava in tutti i modi di cantare e raccontarci la bellezza della liturgia cristiana della sua Terra! Era dispiaciuto che non sapevamo la sua lingua ma l’abbiamo incoraggiato dicendogli che avrebbe fatto prima lui cosi giovane ad apprendere la nostra!

Il più delle volte quando ritorniamo all’Hot Spot non troviamo più gli stessi volti perché sono già partiti per altri luoghi d’Italia o d’Europa, ma tutti hanno in sé una carica di speranza e di vita!!!

suor Maria Marangi, mc

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IL FRUTTO DELLA VERA EDUCAZIONE….

Educare è come seminare: il frutto non è garantito e non è immediato, ma se non si semina è certo che non ci sarà raccolto (Carlo Maria Martini).

È una convinzione che l’educazione, contribuisce a costruire ponti e a trovare nuove risposte alle molte sfide del nostro tempo; allo stesso tempo  l’educazione, nella sua dinamica genera vita, “una vita tesa alla ricerca del bello, del buono, del vero e della comunione con gli altri per una crescita comune” (Papa Francesco).

Noi Suore Missionarie della Consolata sappiamo che  questa vita che si manifesta in un desiderio soprattutto dei più giovani, si trova anche nei frutti di un popolo educato. Sin dall’inizio abbiamo contribuito alla missione della chiesa, offerto nell’ambito educativo, orientato sempre al servizio della crescita alla piena maturità umana della persona camminando con loro nelle varie tappe di crescita.

Vediamo questa galleria fotografica che mostra il lavoro di educazione e formazione nei diversi contesti missionari.

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La Consolata nella mia vita

Da donna a donna. Da figlia a Madre: una relazione che colma di presenza la vita.

20 giugno: è la festa della Madonna Consolata! Da devozione locale per il popolo piemontese, la Consolata è oggi madre di molti figli sparsi nel mondo, che l’hanno conosciuta attraverso missionari e missionarie della Consolata, e che ora fa parte della loro vita con molta significatività.

Ecco a voi, cari Lettori, un mosaico di testimonianze di donne che hanno trovato nella Consolata una Madre, una presenza, una fonte inesauribile di consolazione.

“La mia relazione con Maria Consolata inizia circa 25 anni fa. La “Madre della consolazione”, “Consolata e Consolatrice”: queste espressioni attiravano la mia attenzione fin dal primo momento. La madre di Gesù fu consolata e oggi consola i suoi figli… non sarà che pure mi vuole consolare? Mi facevo questa domanda… e una sera di 13 anni fa, quando mi ritrovai sola in una situazione molto dolorosa, senza sapere cosa fare, ho messo la mano nella tasca, e lì si trovava lei: un’immagine della Consolata. In quel momento ho capito le parole che tanto mi toccavano: lei era la consolazione di cui avevo bisogno, lei mi accompagnava nel silenzio da molto tempo. Oggi posso dire che mi sono consacrata a lei, oggi dico con orgoglio e molto amore che sono Laica Missionaria della Consolata grazie a lei. E ringrazio Dio perché mi ha dimostrato in modo concreto il suo amore: mi ha dato una Madre Consolatrice affinché anch’io possa consolare gli altri”. (Betty Lopez, missionaria della Consolata argentina)

“La Consolata per me è quella madre attenta verso sua figlia. La sua presenza nella mia vita è reale e concreta, è più vissuta che pensata, più del cuore che della testa. Ogni Lunedì vado alla cappella più vicina di casa: la Sacra Famiglia, per la condivisione della Parola. E’ situata in una periferia urbana dove i residenti provengono per lo più dal Nord del Mozambico. Ma più che pensare nella loro origine, è da ammirare la fede e la semplicità delle loro condivisioni, una fede veramente incarnata nella realtà quotidiana. Ogni settimana ritorno a casa contenta per aver condiviso e ricevuto da questo gruppo. Mi edifica pensare che attrvaerso questi mezzi che la consolazione si espande, così è stato per Maria: nella sua vita è stata portatrice di consolazione” (Suor Julia Wambui Muya, suora missionaria in Mozambico)

“Sinceramente, non sono stata mai molto “mariana”… la mia fede è cresciuta a contatto con la Parola e nella relazione con Gesù Cristo. Alle volte mi facevo qualche scrupolo… essere missionaria della Consolata e non essere mariana… E poi, semplicemente, l’ho incontrata: mi trovavo lontana dalla mia missione tanto amata, e ne soffrivo molto. Sapevo il perché del distacco, ma il cuore piangeva. Ed ecco che, non sapendo che altro fare, le ho detto: “Maria, prendimi come tua figlia e proteggimi!”. Subito, mi sono sentita avvolta dal suo manto, mi sono sentita in braccio a lei, mi sono sentita figlia. Finalmente, e davvero, DELLA Consolata!” (Suor Stefania Raspo, missionaria della Consolata in Bolivia)

 

 

 

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Giovani, voi aspirate a “prendere il volo”

“Quando Dio tocca il cuore di un giovane, di una giovane, questi diventano capaci di azioni veramente grandiose. Le “grandi cose” che l’Onnipotente ha fatto nell’esistenza di Maria ci parlano anche del nostro viaggio nella vita, che non è un vagabondare senza senso, ma un pellegrinaggio che, pur con tutte le sue incertezze e sofferenze, può trovare in Dio la sua pienezza” (Papa Francesco, giornata mondiale della gioventù 2017)

Le Missionarie della Consolata accompagnando i giovani li aiutano ad essere protagonisti della propria  storia e capaci di decidere per il loro futuro.

Queste fotografie rispecchiano alcune delle nostre presenze tra i giovani.

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UNA SCELTA PER LA VITA

La società di oggi propone incessantemente un profilo di essere umano perfetto, senza nessun difetto, senza difficoltà, per cui il dolore e la malattia sono esperienze che vengono sempre più oscurate, sottovalutate, se non ignorate. Però la malattia come esperienza di dolore e di limite è stata sempre una compagna di viaggio che coinvolge tutta la persona

In occasione della giornata Mondiale del Malato  (11 febbraio 2017) Papa Francesco insiste che “possiamo trovare nuovo slancio per contribuire alla diffusione di una cultura rispettosa della vita, della salute e dell’ambiente; un rinnovato impulso a lottare per il rispetto dell’integralità e della dignità delle persone, anche attraverso un corretto approccio alle questioni bioetiche, alla tutela dei più deboli e alla cura dell’ambiente”

Le Suore Missionarie della Consolata, fin dalla fondazione, si sono impegnate nel campo della salute, come scelta Evangelica, ad esempio di Gesù che cura e si prende cura del malato integrandolo nella comunità perché questa si assuma la responsabilità per la scelta per la vita.

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Nessuno è straniero nella comunità cristiana

“Le migrazioni, oggi, non sono un fenomeno limitato ad alcune aree del pianeta, ma toccano tutti i continenti e vanno sempre più assumendo le dimensioni di una drammatica questione mondiale.

Sono in primo luogo i minori a pagare i costi gravosi dell’emigrazione, provocata quasi sempre dalla violenza, dalla miseria e dalle condizioni ambientali, fattori ai quali si associa anche la globalizzazione nei suoi aspetti negativi”

Messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2017 (15 gennaio).

file:///C:/Users/MC/Desktop/documenti/papa-francesco_20160908_world-migrants-day-2017.pdf

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Essere Laica Missionaria della Consolata

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Il desiderio di donarsi nella quotidianità della vita. E nel cuore la missione ad gentes

La vocazione missionaria laicale è nata dal desiderio di donare la mia vita a Dio a partire dalla mia quotidianità. Ho conosciuto i Missionari della Consolata, i quali mi invitarono a far parte del gruppo e così cominciai il mio processo di formazione.

diana_01Iniziai a fare missione come agente di pastorale afro, visitando le comunità più disagiate della mia città e in seguito villaggi come  Caldono, Jambaló, Toribio, del Dipartimento del Cauca, tra gli altri.

Le esperienze da condividere sono molte, forse la cosa più gratificante è vedere come le persone ritornano a Dio, trovandosi con la sua pace e il suo amore. Vedere le famiglie unirsi dopo molti anni di assenza, i bambini sorridere quando hanno pane nelle proprie case, le madri consolate, quando caricano il lutto dei propri cari, per il fatto di essere ascoltate e di ascoltare. Vedere le lacrime nei volti di gioia e allegria quando trovano ciò di cui hanno bisogno.

diana_05Ho iniziato a studiare comunicazione. Ebbi l’opportunità di fare pratica con il gruppo di comunicazione dell’Arcidiocesi di Cali, dove mi arricchì e crebbi professionalmente, dandomi mezzi che fortificarono il mio lavoro in diversi campi (produzione e realizzazione di radio e televisione, Stampa, comunicazione organizzativa, elementi di community manager, etc.)

Ebbi la fortuna di essere coordinatrice di comunicazione dei Laici Missionari della Consolata per tre anni, un tempo che mi permise di continuare lo svilluppo e la conoscenza dei mezzi di comunicazione a beneficio della missione e della comunità. Attualmente continuo questo lavoro facendo parte del comitato, a servizio della mia comunità Consolata.

Nonostante la vita quest’anno mi ha messo alla prova quest’anno, continuo a credere che la forza dello spirito è più grande di una malattia, e che ogni giorno è un’opportunità per continuare a lottare senza perdere la fede, la speranza e soprattutto l’amore.

diana_07Mi sto preparando per fare missione ad gentes, e questo sogno sta per realizzarsi, per portare al mondo la consolazione, dando testimonianza delle benedizioni che ho ricevuto nella mia vita e del grande amore che Dio prova per ciascuno di noi.

Sono Diana Lucía Benítez e mi sento molto felice di appartenere a questa comunità che lavora e veglia per il bene degli altri.

Diana Lucia Benitez Avila

Di Santiago de Cali, La Succursale del Cielo

 

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