Diventando amici di Gesù

Le prenovizie argentine condividono un sogno divenuto realtà: ricominciare l’animazione dell’ Infanzia Missionaria, per fare conoscere ei piccoli Gesù e la passione per la missione

Il sogno di ricominciare l’ Infanzia Missionaria nel Collegio di Mendoza è cominciato a crescere nei nostri cuori all’inizio dell’anno 2017: tutto, in realtà, ci sembrava tanto lontano, però ci siamo lasciate entusiasmare da questo desiderio: siamo salite sulla barca delle “Pontifice Opere Missionarie” per realizzare questo sogno.  

In un primo momento ci siamo ritrovate con la sfida di entrare nella realtà del Collegio Santa Teresita, un luogo che si è dimostrato accogliente e di famiglia, dove ci hanno aperto le porte e altri si sono uniti a questo sogno: poco a poco si sono aggiunti membri all’equipaggio della nostra barca: alcuni studenti hanno risposto con entusiasmo alla proposta di diventare animatori, ma con il tempo si sono ritrovati con altri impegni da compiere e abbiamo avuto paura che il sogno non potesse realizzarsi.  Però, con nostra grande sorpresa, e con la grazia dello Spirito Santo, abbiamo potuto continuare la scommessa, e cinque giovani degli ultimi anni delle superiori, hanno iniziato a remare con noi nella barca, in compagnia dei Laici Missionari  Cristina, Oscar e Carina.

Ed è così che, dopo sei mesi di formazione e perseveranza, il 23 settembre il sogno si è realizzato, ed è iniziata l’avventura dell’Infanzia Missionaria, con la partecipazione di bambini dai sei ai nove anni, alunni del Collegio Santa Teresita. Con molta gioia e soddisfazione, il 29 settembre, alla vigilia della festa della Patrona del Collegio, Santa Teresa di Lisieux, le animatrici hanno ricevuto i simboli e si sono impegnate pubblicamente nel servizio ai bambini.

Così ci raccontano: “Quando abbiamo iniziato Infanzia, lo abbiamo fatto grazie all’entusiasmo che le coordinatrici dimostravano verso di noi, all’incoraggiamento e alle proposte interessanti che ci facevano. Avevamo 7 anni, eravamo bambine e ci interessava sapere che cos’era l’Infanzia Missionaria. Siamo state sempre parte del gruppo, da quando è iniziato fino al momento in cui si è sciolto. Non volevamo saperne nulla dell’idea che questo gruppo così bello finisse: le uscite creative, gli insegnamenti… Siamo felici di aver fatto parte di quel gruppo, abbiamo imparato tanto e sentiamo realmente Cristo nel nostro cuore. Oggi, dopo sei anni e mezzo, siamo più grandi e siamo capaci di formare i bambini, imparare da loro e loro da noi. Per quanto ciascuna di noi ha mille cose per la testa, vogliamo essere partecipi di questo progetto, continuare con l’aiuto di Dio e delle nostre coordinatrici, che dimostrano molta energia, hanno le pile cariche! Ci sentiamo soddisfatte e orgogliose!”

Tutto questo percorso non sarebbe stato possibile senza il sostegno affettuoso delle Missionarie della Consolata e della direzione del Collegio Santa Teresita, che con gioia ed entusiasmo, fin dall’inizio, si sono uniti in questa “pazzia missionaria”, che nel cuore continua a nutrire molti progetti futuri.

Muriel Leiva e Nadia Leitner, prenovizie

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Un sogno di missione


Le nostre giovani ci raccontano il loro sogno di missione. Oggi “leggiamo” Muriel e Nadia dall’Argentina

Un momento con Dio nella missione

In una conversazione gradevole tra noi, parliamo della missione che abbiamo nel cuore, e ci ritroviamo a riconoscere che furono molti i fattori che ci hanno portato a vivere una vita missionaria, tra cui ci sono: la condivisione, il bisogno e l’Altra, cosceinti che tutto questo porta all’incontro del Dio vivo.

La condivisione sboccia dal profondo del cuore, ci permette di andare oltre ai nostri stessi limiti, tralasciando quelle cose che non costruiscono, e così uscire all’incontro degli altri. Molte volte ci sentiamo sfidate ad uscire dalla nostra struttura per aprirci al piano di Dio, che ci parla e ci invita costantemente all’annuncio, ci muove alla missione e ci propone di viverlo nella sua completezza.  Per questo Dio si serve di varie risorse, però soprattutto la libertà di ciascuna per potergli rispondere. San Paolo ci dice in una delle sue lettere: “Non sono più io che vivo, è Cristo che vive in me” ed è così che sperimentiamo Dio nella nostra vita.

Muriel (al centro) e Nadia con sr Stefania

Il bisogno ci parla come alla cara Madre Teresa di Calcutta, e ci propone di abbandonarci pienamente in Dio, che è datore di vita, che è colui che provvede il necessario per arrivare all’Altro e ci dà forza per seguire, perché nel volto del fratello troviamo Cristo.  Ed è con questo pensiero che ci vengono alla mente nomi di persone che hanno scosso il nostro cammino con la loro testimonianza di vita donata alla missione senza riserve. Suor Leonella ci dice:  “Perdono, perdono, perdono” amando fino all’ultimo istante e vedendo con occhi umili il bisogno. Dopodiché, non c’è bisogno di tante altre parole.

Per questo la missione per noi è la vita condivisa, donata e spesa per tutti coloro che Dio ci mette nel nostro cammino. E’ vivere il giorno dopo giorno e imparare ad abbandonarci pienamente in Dio, che ci do la forza e ci invita ogni momento a riconoscerlo nel bisogno dei nostri fratelli.

Muriel Leiva e Nadia Leitner, prenovizie MC argentine

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