Ricordi di una visita

le missionarie della Consolata alla Messa del Papa in Bogotá

Visitati dal messaggero di pace, gioia e speranza. Il Papa Francesco in Colombia

L’ ultima visita di un Sommo Pontefice in Colombia è stata con san Giovanni Paolo II, 31 anni fa. E come non festeggiare con tanta gioia l’arrivo del nostro caro Papà Francesco, il terzo Papa che ci visita, e questa volta è un Papa Latino americano! Ci sentiamo in famiglia e lo accogliamo a braccia aperte, musica, canti, danze, testimonianze, celebrazioni, con grande fervore e molta festa. Certo, c’è stato anche chi ha criticato la sua visita, però questo fa parte de la routine di un personaggio tanto importante.

Alla Messa celebrata nel Parco Bolivar abbiamo participato quattro missionarie della Consolata: suor Alicia, suor Luz Alba, suor Carmen Rosa e suor Inés. Le altre sorelle hanno accompagnato gli eventi alla televisione.

Sono stati 5 giorni nei quali abbiamo sperimentato, vissuto e goduto questa visita amica, semplice e vicina. In goni città visitata i temi erano specifici: in Bogotà: “La vita, la pace e Maria Madre della Vita”. In Villavicencio: “La riconciliazione”. In Medellìn: “La vocazione della nostra vita cristiana” e infine nella città di Cartagena: “Diritti umani e dignità nel mondo del lavoro”.  Pur nella diversità di temi, tutto il paese ha ascoltato il suo forte messaggio di unità e riconciliazione. Il titolo della visita era: “Diamo il primo passo”, e abbiamo potuto constatare che le sue parole consolatrici, fortificanti e incoraggianti, in questo proceso per ricostruire una nuova Colombia, così fortemente ferita e sofferente, calpestata dalla guerra.

Questa è una grande sfida, che inizia prima di tutto disarmando il cuore e allo stesso tempo essendo ponti di pace. Una delle frasi del Papa Francesco, non solo per noi colombiani, ma per tutta l’umanità, così dice: “Bisogna abbattere i muri della sfiducia e dell’odio promuovendo una cultura di riconciliazione e solidarietà. La riconciliazione si ottiene con lo sforzo di tutti, perché gli alberi stanno piangendo tanta violenza”.

CI invita a una riconciliazione integrale con Dio, con noi stessi, con l’altro e con la natura, che è la nostra casa comune. E’ in questo dialogo tra fratelli riconciliati che la pace può brillare: nelle tante testimonianze di vita di fratelli e sorelle abbiamo ascoltato e constatato come dare il primo passo. CI siamo emozionati e lo stesso Sommo Pontefice ha ringraziato per quello che stava ricevendo: tante lacrime, tanta speranza, la frase: “Dio perdona in me” e ha chiamato quei momenti: “Lezioni di alta teologia”.

Il Papa Francesco ha fatto come Gesù: “Lasciate che i bambini vengano a me”: quando genitori alzavano i bambini per salutarlo, il Papa li abbracciava con affetto, e quando ha visto due bambini vestiti da Papa, ha fatto fermare la Papamobile, è sceso, li ha abbracciati e li ha ascoltati dire: “Anch’io voglio essere Papa”. Ha incoraggiato i giovani a continuare il cammino, senza farsi schiavizzare dai vizi, e a andare a fondo dei propri problemi.

Parlando ai consacrati, li ha invitati a visitare le famiglie e a stare vicini alle situaizoni di dolore, a camminare insieme alla gente. Insomma, il suo messaggio si rivolgeva a tutti.

Si, abbiamo vissuto momento unici, indimenticabili, di fede forte e contagiosa, ogni messaggio presentaba consigli pratici che si sfidavano a impegnarci.

Come lo stesso Francesco ci ha detto: “Non lasciamoci rubare la speranza, la gioia, basta una persona buona per dare questo primo passo.  Non mettiamo ostacoli alla riconciliazione, l’atro è sacro, allora non abbiamo paura di volare in alto e sognare alla grande, portando l’abbraccio di pace al fratello più bisognoso e abbandonato”.  

Sr Inés Arciniegas Tasco, mc e sr Carmen Rosa Bernal, mc

 

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Paramito e Santa Helena: condividendo il Pane della compassione-misericordia

Il racconto di una Settimana Santa molto speciale, all’insegna della misericordia

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Abbiamo vissuto la Grande Settimana con la gente di due comunità contadine di Barichara (Santander, considerata monumento nazionale di Colombia): Paramito e Santa Helena.   C’erano 20 giovani universitari e professionali, venuti da varie parti del paese, con loro il P. Alonso, missionario della Consolata, e io, suor Ines: ci siamo divisi nelle due comunità,  Paramito è rimasto il punto di incontro del gruppo, che ogni giorno aveva i suoi momenti formativi, spirituali e pastorali.

Siamo colombia_07stati ospitati nelle case delle famiglie, gente che lavora la terra, alleva galline, mucche, molti vivono della raccolta del caffè, dei mandarini e delle arance. Coltivano la mandioca che portano al mercato nel fine settimana, quando vanno alla città di Barichara.

Nonostante manchi la pioggia e l’acqua sia scarsa, ci sono persone generose come un signore che raccoglie l’acqua per condividerla con le famiglie che non ce l’hanno.

Durante questa Settimana Grande, molti giovani che studiano e lavorano nella città di Bucaramanga arrivano nelle due comunità, per colombia_05passare in famiglia questo tempo speciale. La gente si è organizzata in gruppi per offrire i pasti ai missionari, ma non solo: condividevano con noi il proprio tempo e l’ospitalità. Abbiamo ammirato la loro semplicità e accoglienza, che ha creato un legame forte di amicizia con la gente.
Durante la settimana sono state realizzate varie attività: visite alle famiglie, processioni, attività comunitarie, esperienze spirituali, formazione, giochi pedagogici. Nell’Anno della Misercordia abbiamo portato avanti iniziative con i bambini, i giovani e gli adulti sul tema delle opere della Misericordia. Si è svolto una festa creativa/operativa/interattiva tra le due comunità, che ha favorito molto la buona relazione tra le due.

Uno dcolombia_04ei simboli usati durante questa settimana è stato il pane spezzato, sull’inda del tema della misericordia, poiché “condividere è dare con il cuore quello che la misericordia fa in te e di te”: questo tempo forte e significativo, vissuto nella fede, fa sì che nella tua piccolezza tu possa, con gratuità e generosità, farti pane buono per l’altro, compagno di cammino che condivide le gioie, le angosce, i dolori e i sogni, sapendo che questo atteggiamento ci mette sulla scia di Gesù, rispettando e avendo cura della vita.

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suor Inés

In questo incontro, nella celebrazione, la preghiera, la costruzione personale e comunitaria, impregnati dallo Spirito di Dio, abbiamo ricreato e trasformato gesti di perdono, riconciliazione, bontà, collaborazione e tenerezza, mettendo il cuore nelle nostre miserie affinché nella luce di Cristo Risuscitato siamo strumenti visibili e credibili del suo amor e della compassione, irradiando la Buona Notizia della Consolazione di Gesù Cristo.

L’esperienza della risurrezione non finisce mai, perché Egli è vivo e cammino tra noi, forgiandoci come missionari e discepoli, e ricreandoci nella novità del quotidiano, aprendoci al servizio che ci rivitalizza, umanizza nell’abbondanza del pane condiviso.

Terminiano la nostra esperienza con la gente di Paramito e Santa Helena con la celebrazione dell’Eucaristia pasquale, raggiungendo un pianoro sulla montagna, e lì aspettando il sole, per ricevere i suoi raggi di pace, gioia, e un nuovo impulso per la missione.

 

Suor Inés Arciniegas Tasco

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