L’ARTE DI STARE INSIEME

Ubuntu, un’espressione in lingua bantu che può essere tradotta come “benevolenza verso il prossimo”; una regola di vita, basata sulla compassione, il rispetto degli altri…

Una persona che viaggia attraverso il nostro Paese e si ferma in un villaggio, non ha bisogno di chiedere cibo o acqua: subito la gente le offre del cibo, la intrattiene. Ecco, questo è un aspetto di Ubuntu, ma ce ne sono altri. Ubuntu significa porsi la domanda: voglio aiutare la comunità, che mi sta intorno a migliorare? (Nelson Mandela)

Ubuntu, un’espressione in lingua bantu che può essere tradotta come “benevolenza verso il prossimo”; una regola di vita, basata sulla compassione, il rispetto degli altri, che esorta a sostenersi e ad aiutarsi reciprocamente, a prendere coscienza non solo dei propri diritti, ma anche dei propri doveri verso l’umanità intera, è desiderio di pace.

Ubuntu, è l’arte di stare insieme con i piedi per terra, lo sguardo verso il cielo, gli orizzonti, la visione e la prospettiva, il senso della vita, che ci fa sentire appartenenti al medesimo destino: stare semplicemente insieme in piedi, senza cedimenti né tentennamenti.

Scrive  Jean-Pierre Sourou Piessou:Per raggiungere in profondità le persone, noi stessi, gli spazi e il tempo, l’Ubuntu si serve della musica, dell’arte, della parola, della scrittura, del canto, del colore, del suono, ma anche del vento che soffia, dell’acqua che scorre, della terra che respira e della voce di coloro che sono senza voce. Grazie a Nelson Mandela, uomo delle intuizioni forti e delle ispirazioni profonde ho compreso che l’Ubuntu è un’energia naturale e vitale. Riesco a capire, soprattutto, il suo valore e la sua importanza nella vita e nell’esistenza di ogni persona e della natura, che la incarna nei diversi suoi aspetti”.

In campo politico, l’Ubuntu crea unione e condivisione, nel momento in cui si devono prendere decisioni delicate e importanti.

“Grazie a Nelson Mandela, uomo delle intuizioni forti e delle ispirazioni profonde ho compreso che l’Ubuntu è un’energia naturale e vitale.”

Nell’ambito giuridico, l’Ubuntu agisce diffondendo la fratellanza. Per esempio: dopo che un uomo ha ucciso un altro uomo, mentre l’assassino sconta la sua pena, la famiglia del colpevole instaura un legame con quella della vittima, per accordarsi e risarcire i danni.

Nella sfera religiosa, l’Ubuntu è il legame universale che unisce tutta l’umanità, attraverso l’uguaglianza e il rispetto degli antenati.

Nel settore economico, l’Ubuntu diventa progettazione che coinvolge molti volontari per sviluppare la solidarietà economica.

Nel sociale, l’Ubuntu riguarda le molteplici relazioni tra gli individui: l’ospitalità, il rispetto per gli anziani e per i diversi ruoli sociali, l’accoglienza degli orfani come propri figli.

Ubuntu, parola-bussola, che ha guidato molte popolazione africane nel cammino dell’indipendenza senza lasciarsi travolgere dalla violenza.

Ubuntu, non è solo un vocabolo della lingua dei popoli Zulu e Xhosa, ma un concetto, una filosofia, dalla forte valenza sociale. In Italiano, non c’è il sinonimo di questa parola, ma può essere tradotta con frasi che sottolineano la centralità delle relazioni umane: “Io sono perché tu sei”. “Una persona diventa umana attraverso altre persone”. “Io sono in quanto gli altri sono”, “Io sono quel che sono, per mezzo dell’umanità” e così via… È più facile vivere l’Ubuntu che spiegarlo!

Ubuntu, non è solo un vocabolo della lingua dei popoli Zulu e Xhosa, ma un concetto, una filosofia, dalla forte valenza sociale. In Italiano, non c’è il sinonimo di questa parola, ma può essere tradotta con frasi che sottolineano la centralità delle relazioni umane: “Io sono perché tu sei”.

Un episodio accaduto ad un antropologo che aveva svolto un’intensa ricerca sul tema dell’Ubuntu, in Sudafrica, può aiutare a comprendere quanto sia forte la dimensione relazionale, all’interno delle culture di ceppo bantu. L’antropologo un giorno decise di mettere un cesto pieno di frutta vicino ad un albero, dicendo poi, ad un gruppo di bambini, che chi tra loro fosse arrivato per primo avrebbe avuto in dono tutti i frutti che il cesto conteneva. Al segnale del via, tutti i bambini si presero per mano e corsero e insieme raggiunsero il cesto di frutta, poi si misero in cerchio per godere comunitariamente del premio promesso. Successivamente, l’antropologo chiese il motivo per cui avevano evitato la competizione, e tutti risposero insieme: Ubuntu!

Ubuntu, espressione di una saggezza antichissima, a cui il mondo occidentale dovrebbe guardare con rispetto e ammirazione, cercando di coglierne il senso e la verità incancellabile: Sono, perché noi siamo”: questo è il significato pieno della vita.

suor Maria Luisa Casiraghi

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