Cuori di vetro

Suor Marta Elena è una missionaria della Consolata argentina dai molti talenti, tra i quali spiccano due: la capacità di avvicinarsi all’altro e due mani da artista che creano cose meravigliose. Questi due aspetti si sono uniti in un’ alchimia speciale che dà come risultato un modo originale di donare la consolazione. Entriamo, perciò nel suo taller, nel suo laboratorio artistico e lasciamoci stupire…

Si sa, le donne molte volte portano il peso della famiglia e sono oggetto di violenze psicologiche e fisiche. Sono come cuori di vetro: belli e fragili allo stesso tempo, che bisogna prendere in mano con attenzione e cura, ma che non perdono la loro bellezza.

Da un po’ di tempo, suor Marta Elena si è specializzata nella lavorazione del vetro, e ha già prodotto alcune vetrate, oltre ad diversi oggetti. Nella casa di Mendoza, dove risiede da alcuni anni, ha fatto spazio a “cuori di vetro”, preparando un piccolo laboratorio artigianale dove insegna l’arte del vetro a donne in difficoltà. Da pezzi di bottiglia, e frammenti vitrei di ogni colore e dimensione, escono fuori orecchini, piatti, posaceneri, portaincenso… Ma questo è solo un pretesto: la vera finalità è creare uno spazio positivo per signore, alle volte molto giovani, che la vita non ha trattato molto bene.

Così ci racconta suor Marta Elena:

“La finalità del laboratorio è la creazione di uno spazio artistico contro la violenza, azione e prevenzione”.         Il taller ha generato un’attiva partecipazione tra le donne, di distinta condizione sociale. Ci sono donne giovani, altre più grandi, mamme di familia e mamme single, studenti. Con questa attività trovano la possibilità di esprimere desideri ed esperienze in un modo creativo e libero. In questo spazio di affetto, rispetto e ascolto, il lavoro artístico dà loro la possibilità di un incontro più profondo con sè stesse e di conseguenza aumenta l’ autostima.  Godono nel creare e manifestano molto entusiasmo e gioia scoprendo i propri personali talenti, e ciò che sono capaci di fare e produrre.  Loro stesse raccontano che gli incontri nel taller sono motivo di crescita nella fiducia di sè stesse e servono per alleviare i carichi emozionali, di trovare molta pace e forza. Lo considerano come una reale terapia per le loro vite. Alcune iniziano a chiedere un ascolto personale, che noi diamo molto volentieri”.

Oltre al lavoro del vetro, ci sono altre iniziative artistiche, quali il decoupage, la produzione di cestini di carta, lavori a maglia e oggettistica con materiale riciclabile. Una scuola di arte ha reso disponibili alcune student dell’ultimo anno affinchè facciano il loro tirocinio un giorno alla settimana per due mesi.

“E così, poco a poco ci stiamo organizzando, per poter rispondere ai bisogni più profondi delle donne, per migliorare la qualità della loro vita, la maggior parte di esse sono persone vulnerabili a livello affettivo, psicologico e fisico”.

Il luogo che accoglie il laboratorio artistico, grazie all’aiuto di varie famiglie che hanno aderito al progetto, è stato ristrutturato per rendere adatto lo spazio: sono state messe pareti in cartongesso, sono state cámbiate le lamiere del tetto,   abbiamo pitturato le pareti e aggiustato il pavimento, sono state messe porte e finestre, armadi e scaffali per porre i lavori.

“Manca ancora del materiale isolante per il tetto che, essendo di lamiera, nell’inverno lascia entrare il freddo, così come è necesario comprare una stufa”

Con le offerte giunte, è stato comprato anche il materiale per i lavori artistici, e si coltiva un sogno: “Con il tempo, comprare piccoli forni per le donne più bisognose, perché possano lavorare in casa nella produzione di bigiotteria in vetro”.

La finalità del taller sarà sempre l’arteterapia, ma non si chiudono le porte a sviluppi, piccoli e significativi, come questo… sognare fa bene al bene!

Suor Stefania Raspo e suor Marta Elena Ahumada, mc

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