OGNI GOCCIA CONTA

Come leggiamo nel libro della Genesi, l’acqua è al principio di tutte le cose (cfr 1,2); è “creatura utile, pura e umile”, fonte della vita e della fecondità.

Come leggiamo nel libro della Genesi, l’acqua è al principio di tutte le cose (cfr 1,2); è “creatura utile, pura e umile”, fonte della vita e della fecondità (cfr Francesco d’Assisi, Cantico delle Creature). Perciò la questione che trattate non è marginale, bensì fondamentale e molto urgente. Fondamentale perché dove c’è acqua c’è vita, e allora la società può sorgere e progredire. Ed è urgente perché la nostra casa comune ha bisogno di protezione e, inoltre, che si comprenda che non tutta l’acqua è vita: solo l’acqua sicura e di qualità – rimanendo con la figura di san Francesco: l’acqua che “serve con umiltà”, l’acqua “casta”, non inquinata.

Ogni persona ha diritto all’accesso all’acqua potabile e sicura; è un diritto umano essenziale e una delle questioni cruciali nel mondo attuale (cfr Enc. Laudato si’, 30; Enc. Caritas in veritate, 27). È doloroso quando nella legislazione di un Paese o di un gruppo di Paesi non si considera l’acqua come un diritto umano. E più doloroso ancora quando si trascura quello che stava scritto e si nega questo diritto umano. È un problema che riguarda tutti e fa sì che la nostra casa comune sopporti tanta miseria e reclami soluzioni effettive, davvero capaci di superare gli egoismi che impediscono l’attuazione di questo diritto vitale per tutti gli esseri umani. È necessario attribuire all’acqua la centralità che merita nell’ambito delle politiche pubbliche. Il nostro diritto all’acqua è anche un dovere con l’acqua. Dal diritto che abbiamo ad essa deriva un obbligo che gli è collegato e non si può separare. È imprescindibile annunciare questo diritto umano essenziale e difenderlo – come si sta facendo – , ma anche agire in modo concreto, assicurando un impegno politico e giuridico con l’acqua. In tal senso, ogni Stato è chiamato a concretizzare, anche con strumenti giuridici, quanto indicato dalle Risoluzioni approvate dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2010 sul diritto umano all’acqua potabile e all’igiene. D’altro canto, ogni attore non statale deve assumersi le proprie responsabilità verso questo diritto.

È necessario attribuire all’acqua la centralità che merita nell’ambito delle politiche pubbliche.

Il diritto all’acqua è determinante per la sopravvivenza delle persone (cfr Enc. Laudato si’, 30) e decide il futuro dell’umanità. È prioritario anche educare le prossime generazioni circa la gravità di questa realtà. La formazione della coscienza è un compito difficile; richiede convinzione e dedizione. Io mi domando se, in mezzo a questa “terza guerra mondiale a pezzetti” che stiamo vivendo, non stiamo andando verso la grande guerra mondiale per l’acqua.

Le cifre che le Nazioni Unite rivelano sono sconvolgenti e non ci possono lasciare indifferenti: mille bambini muoiono ogni giorno a causa di malattie collegate all’acqua; milioni di persone consumano acqua inquinata. Si tratta di dati molto gravi; si deve frenare e invertire questa situazione. Non è tardi, ma è urgente prendere coscienza del bisogno di acqua e del suo valore essenziale per il bene dell’umanità.

Le cifre che le Nazioni Unite rivelano sono sconvolgenti e non ci possono lasciare indifferenti: mille bambini muoiono ogni giorno a causa di malattie collegate all’acqua; milioni di persone consumano acqua inquinata.

Il rispetto dell’acqua è condizione per l’esercizio degli altri diritti umani (cfr ibid., 30). Se rispetteremo questo diritto come fondamentale, staremo ponendo le basi per proteggere gli altri diritti. Ma se violeremo questo diritto essenziale, come potremo vegliare sugli altri e lottare per loro! In questo impegno di dare all’acqua il posto che le corrisponde è necessaria una cultura della cura (cfr ibid., 231) – sembra una cosa poetica, e in effetti la Creazione è una “poiesis”, questa cultura della cura che è creativa – e inoltre promuovere una cultura dell’incontro, in cui si uniscano in una causa comune tutte le forze necessarie di scienziati e imprenditori, governanti e politici. Occorre unire tutte le nostre voci in una stessa causa; non saranno più voci individuali o isolate, ma il grido del fratello che reclama per mezzo di noi, è il grido della terra che chiede il rispetto e la condivisione responsabile di un bene, che è di tutti. In questa cultura dell’incontro, è imprescindibile l’azione di ogni Stato come garante dell’accesso universale all’acqua sicura e di qualità.

Il rispetto dell’acqua è condizione per l’esercizio degli altri diritti umani

Dio Creatore non ci abbandona in questo lavoro per dare a tutti e a ognuno accesso all’acqua potabile e sicura. Ma il lavoro è nostro, la responsabilità è nostra.

di PAPA FRANCESCO

Sul tema dell’acqua e sul diritto di tutti di accedere ad essa, si è espresso varie volte Papa Francesco, a cominciare dalla sua enciclica Laudato si’.

Qui riportiamo il suo intervento durante la sessione di chiusura del seminario sul diritto umano all’acqua, svoltosi in Vaticano nei giorni 23-24 febbraio di quest’anno.

questo articolo è stato pubblicato su “Andare alle Genti
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