La trasparenza di chi crede

Zula Amanda ricevette il battesimo 9 anni fa. È mamma e nonna, lavora nel suo piccolo negozio di abbigliamento e il tempo libero lo dedica alla Chiesa e ad aiutare chi è nel bisogno. Ci condivide il suo cammino di fede e la gioia di sentire sempre la vicinanza di Dio.

Prima di conoscere Gesù, io ero una persona come tutte, semplice e rispettosa degli altri, che cercava di vivere seguendo gli insegnamenti dei genitori, un bene grande che mi guida ancora. Forse a quel tempo mi arrabbiavo un po’, può darsi che a volte fossi un po’ orgogliosa, ma dopo, come tutti, ci ripensavo e dicevo a me stessa: “Questo forse lo potevo fare diversamente”.

Avevo sentito parlare di Gesù dalla gente, e mi colpì quando mi parlò di Lui una persona che ritenevo molto buona. Ciò nonostante non accolsi Gesù nella mia vita e dicevo tra me: “Queste sono solo chiacchiere”. Passò il tempo e la mia vita d’improvviso cominciò a sgretolarsi: la mia famiglia, il mio matrimonio, il mio lavoro, tutto si frantumava. Mi chiedevo il perché, che cosa avrei fatto ora della mia vita, verso dove stavo andando? Fu in quel tempo che, al sentir parlare nuovamente di Gesù, lo accolsi in me e mi diede la forza e serenità di cui avevo bisogno. La persona che mi parlò era un giovane, membro di una Chiesa protestante e mi invitò a frequentare i loro raduni. Mi piacevano molto le loro omelie e raramente mancavo alla preghiera.

Col tempo, a causa del tanto lavoro – a quel tempo avevo bambini piccoli -, pian piano mi allontanai da quella Chiesa protestante così che alla fine ho smesso di andarvi. Per quasi tre anni non frequentai nessuna chiesa, finché andando a vivere in un altro posto sentii che Dio mi chiamava a ritornare da Lui. Cominciai a cercare una Chiesa cristiana e tutti mi riferivano lo stesso luogo, la “cappellina di Niseh” dove allora lavoravano i missionari cattolici. Cercando degli aiuti mi avvicinai anche alla casa delle suore Missionarie della Carità e anche loro mi indirizzarono verso quella cappellina. Allora una domenica vi andai e partecipai ad una Messa e, anche se non capivo che cosa era, mi piacque molto.

Presto ci spiegarono le verità principali della Chiesa, cosa che per me fu facile, perché conoscevo già un po’ la persona di Gesù. Non conoscevo invece che cosa era la “Messa” e mi colpì molto quando mi spiegarono che l’Eucarestia è il Corpo di Cristo. Questo era un mistero molto grande che non si trovava nelle altre Chiese cristiane. Mi meravigliava anche conoscere i missionari, preti e suore che lasciavano tutto per Gesù. Dopo che mi spiegarono queste cose, io sentii che dovevo rimanere nella Chiesa Cattolica e così chiesi d’iniziare la preparazione per il battesimo.

Adesso guardando indietro penso alla mia vita e a tutto quello che mi è capitato sin d’allora. La fede è bella ma vivere la vita di fede alle volte è difficile. Ci sono momenti in cui si deve lottare con se stessi, si vorrebbe fare alcune cose ma poiché siamo cristiani non dobbiamo, soprattutto perché la gente sa che noi siamo credenti e ci guarda. La vita del cristiano deve essere trasparente, è in questo senso che la vita di fede è difficile. Allo stesso tempo vivere da credenti è molto bello, il credente è una persona autentica, non ha due facce, seguire Gesù ti porta a quello. E così alcune cose diventano più facili perché si guarda il mondo in un modo diverso, dentro il cuore si sperimenta una forza più grande, si è più tranquilli, più pazienti, così mi sento io. E nelle difficoltà una non si sente più sola, Gesù sempre cammina accanto a te, allora uno non dispera e può guardarsi attorno per decidere qual è la via migliore. Uno acquista la capacità di pensare le cose serenamente. In un certo senso, uno si sente più forte e si è felici, perché la vita è una vita più piena.

Nel mio cammino di fede, Gesù è diventato il mio più caro amico, Lui è diverso da qualunque buon amico umano. Non importa il male che io abbia fatto, Lui non mi nasconde il suo volto, mi accoglie sempre con amore e non mi abbandona mai! Perciò è Lui il mio unico vero amico.

Come discepola di Gesù, so che la fede è prima di tutto, ma ho scoperto che è essenziale allo stesso modo essere persone profondamente umane, essere accoglienti, comprensive, pensare agli altri, essere oneste, ossia cercare in tutti i modi di essere come Gesù; in questo modo chi crede ha sempre qualcosa in più e soprattutto ha la sicurezza di un Dio che è compagno di cammino. Oggi per me la gioia più grande è il poter relazionarmi con Lui ogni momento, quando esco di casa, mentre sono al lavoro o quando sono nella paura… Sento sempre che Gesù è con me!

Zula Amanda

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