In Oceania!

bevendo mate e condividendo la vita

Una missione che dilata il cuore fino agli estremi confini della Terra

I progetti, i sogni fanno parte della vita di ciascuno, e anche della nostra famiglia missionaria. Ed ecco che ci ritroviamo a sognare nuovi orizzonti di missione, là dove il Signore ci chiamerà… Non importa se siamo meno sorelle, è questione di fedeltà alla chiamata che il Signore ci ha fatto mediante il nostro carisma ad gentes… Asia: l’odierno campo della prima evangelizzazione. Oceania: un continente lontano in molti sensi, e nel quale non siamo ancora arrivate… o forse si?

Mi ritrovo con le nostre sorelle “Sacramentine” per una merenda e qualche chiacchiera: durante l’Assemblea della regione Argentina Bolivia, la presenza delle nostre sorelle anziane è stata così preziosa, che mi è venuta voglia di far loro un’intervista di gruppo. Cosa significa essere “missionaria sacramentina”? Stanno portando avanti una nuova missione da qualche anno, e parlano di “apostolato mistico”. Cosa significa? Lasciamo a loro la parola!

“Siamo arrivate a questa casa che accoglie le sorelle anziane, dopo tutta una vita di missione e apostolato” inizia suor Orlanda, missionaria in Formosa e Chaco per molti anni “avremmo potuto sentire che era la morte, o l’attesa della morte…”

“In un momento in cui, per l’età, i limiti, ci hanno indicato una nuova direzione nella nostra missione, l’orizzonte si è aperto: abbiamo sentito fuoco nei nostri cuori e con una nuova speranza e con passione apostolica, con amore e generosità ci siamo disposte a una nuova missione: l’apostolato mistico”


Ma in cosa consiste questo apostolato mistico?

“Il nostro Fondatore ci ha sempre volute “sacramentine”, che significa essere missionarie che trovano la propria energia davanti al Tabernacolo, nella relazione viva con Gesù Sacramentato. Questo vale per ogni Missionaria della Consolata. Però l’apostolato mistico è un’altra cosa, è la nostra nuova missione: come Santa Teresa di Lisieux, che non è mai uscita dal suo convento, ma è patrona delle Missioni”

“Se in tanti anni di missione che il Signore ci ha regalato, Lui fu colui che ci ha sostenute, ci ha dato tanta vita per donarlo agli altri, in Lui “Guardiamo al passato con riconoscenza” e iniziamo una nuova storia nelle mani dell’amore del Padre”.

Una nuova storia e una nuova missione che già le ha portate in Oceania!

“L’Istituto” ci condivide suor Maria dos Anjos “ sta facendo una riflessione profonda per aprire una nuova missione in Asia. Forse un giorno la nostra famiglia arriverà anche in Oceania, però noi Sacramentine siamo già lì! Infatti, con la nostra preghiera visitiamo i cinque Continenti e ogni giorno andiamo anche in Oceania. E’ un apostolato più ampio il nostro…”

Concretamente, come si svolge il giorno di una suora Sacramentina?

“Di mattina” ci racconta suor Francisca “ho il compito di leggere il giornale e prendere nota delle notizie dal mondo, delle situazioni che hanno bisogno della presenza di Dio e della sua consolazione. Le condivido con le altre sorelle e davanti a Gesù, in adorazione, le presentiamo al Signore”.

“Ognuna di noi ha quotidianamente un’ora di adorazione. Il lunedì tutta la comunità si unisce al pomeriggio nella preghiera”.

“Concretamente, viviamo la giornata con disponibilità, preghiera, offerta, tutto fatto con amore verso Cristo, affinché Egli giunga a tutta l’umanità, senza frontiere. E così, diamo il nostro sostegno e la nostra forza all’Istituto e alle nostre comunità che vivono l’apostolato diretto, annunciando e donando la consolazione lì dove Dio le vuole”.

“Un sacerdote una volta ci ha detto: il rischio che tutti possiamo correre, è quello dell’indifferenza e del dimenticare gli altri, con la scusa che non possiamo risolvere i problemi del mondo. La priorità del Cristiano e del Religioso, tanto più del Missionario, è un fuoco che dovrebbe ardere dentro di noi e che si manifesta a favore dei più bisognosi”

 

Qual è la gioia più profonda che ti dà l’essere Missionaria Sacramentina?

“Quando sono andata in pensione, dopo tutta una vita dedicata all’insegnamento” condivide suor Francisca “ho sentito un vuoto molto grande, senza il contatto quotidiano con i ragazzi e le persone. Però ho appreso a pregare per le cose della gente, e questo mi ha dato una gioia grande. E’ un apostolato importante, grazie alla forza che ha la preghiera”.

“Lo stare più unita a Gesù” ci dice suor Antoniana “è fonte di grande gioia”

E suor Floranna aggiunge: “Dopo una vita di servizio e missione, l’apostolato mistico mi ha dato molta gioia, ha dato senso alla mia vita, mi fa sentire utile”.

E noi sorelle sappiamo quanto è importante la preghiera delle nostre Sacramentine, che sostengono la nostra missione!

Suor Maria dos Anjos ci condivide: “La più profonda gioia è vivere il momento presente, il momento che mi tocca vivere, con serenità, attenta alle necessità del mondo. L’incontro con il Signore è la forza della mia vita: mi ha dato gioia, entusiasmo, voglia di fare. Sempre nel mio apostolato ho accompagnato i malati, e ora continuo ad accompagnarli davanti al Tabernacolo”.

Quasi scherzando, le Sacramentine ricordano uno slogan del nostro Istituto: “Andare dove nessuno vuole andare” e lo applicano alla loro missione: certamente nessuna vorrebbe essere Sacramentina, se lo si considera come un essere anziana o malata, senza la possibilità di andare in missione. Ma loro sentono tutto questo come una nuova missione: andare dove nessuno vuole andare, però dove loro hanno trovato la loro felicità. Arrivando fino in Oceania!

a cura di Suor Stefania Raspo, MC

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